Simulazione seconda prova alimentazione: Tema svolto sulle diete
Data: Mercoledi, 15 Maggio 2013 (19:05:00)
Argomento: Temi svolti Esami di Stato


Dieta nelle diverse condizioni fisiologiche e terapia dietetica obesità. In questo elaborato troverete l'esecuzione della traccia relativa all'anno 2012 (guarda: Tema Maturità Esame di stato - Istituto alberghiero Traccia uscita Seconda prova: Alimenti e Alimentazione M073 anno 2012 A.S. 2011/12 IPSSAR Scuola alberghiera ). In questo tema andrò a illustrare in maniera generica gli accorgimenti e le precauzioni dietologiche da tenere durante le tappe più importanti della nostra vita come ad esempio l' allattamento o la terza età. Inoltre illustrerò in manierà generica una delle malattie aliementari più diffuse al mondo: l' obesità.


Avere delle giuste abitudini alimentari è molto importante durante l' arco della nostra vita, visto che, grazie ad esse, possiamo mantenere il nostro corpo in forma e condurre uno stile di vita sano e duraturo.
Tuttavia esistono periodi o situazioni particolari nella nostra vita che hanno bisogno di una particolare attenzione dal punto di vista della dieta; essi sono: gravidanza, allattamento, infanzia, sviluppo e terza età.

Il primo caso importante che andremo a trattare è la gravidanza.
La gravidanza è un periodo fisiologico dalla durata di 40 settimane che comincia con la fecondazione e termina con il parto.
Durante questo periodo la madre deve mantenere uno stile di vita ed una dieta adeguata sia per salvaguardare la propria salute che quella del bambino che porta in grembo.
I rischi maggiori di una dieta squilibrata derivano sia da un eccesso che da un difetto nella propria alimentazione dato che entrambe le diete errate portano a disturbi nel bambino come eccessi di peso alla nascita o nel caso opposto nascite sovrappeso.
Durante la gravidanza naturalmente la donna dovrà avere un alimentazione più ricca in quanto dovrà fornire energia al bambino che si sta sviluppando. Queste variazioni nella dieta si dividono principalmente in due periodi; prima e dopo i 3 mesi dalla fecondazione.
Prima dei 3 mesi dalla fecondazione la madre deve mantenere una dieta varia ed equilibrata eliminando tuttavia sostanze dannose per il bambino come alcool, fumo, cibi che contengono sostanze stimolanti come il tè o il caffè e limitare l' uso dei farmaci solamente a quelli prescritti dal medico.
Dopo i 3 mesi dato l' aumento di peso del feto ed il suo sviluppo l' apporto di energia e altre sostanze come vitamine, sali minerali, protidi e glucidi varia; l' energia necessaria aumenta fino ad arrivare ad un fabbisogno di 2200-2400 kcal/die. Visto ' aumento di peso della madre e del feto le proteine necessarie aumentano e di tutte le proteine che la madre deve introdurre almeno il 50% deve essere di origine animale. L' apporto di fibra deve aumentare per prevenire la stipsi e per la pressione che il feto esercita sui visceri. L' apporto di vitamine deve aumentare, soprattutto quello delle vitamine A, D e B12. Per quanto riguarda i sali minerali l' apporto di ferro, calcio e fosforo devono essere maggiori; in particolare il ferro deve aumentare attraverso delle integrazioni di solfato ferroso di 30 mg/die sia per le richieste del feto sia per aumentare il volume plasmatico della madre; Per calcio e fosforo invece l' aumento è di 400 mg/die e deve essere effettuato soprattutto nella seconda metà della gravidanza. Anche l' apporto di acqua deve essere maggiore, fino a raggiungere 1-5/2 litri al giorno per prevenire stipsi ed eliminare le scorie metaboliche.
Restano invece invariati gli apporti di glucidi e lipidi.
La fase successiva alla gravidanza è naturalmente l' allattamento che può avvenire in due modalità: al seno o artificialmente. Naturalmente il metodo migliore e più naturale e quello al seno in quanto aumenta il legame tra madre e figlio ed è più nutriente.
Data la produzione continua di latte che deve fornire al bambino il nutrimento necessario durante i primi mesi di vita la madre deve avere un alimentazione adeguata con dei conseguenti aumenti dei nutrienti principali.
L' energia derivante dagli alimenti deve essere maggiorata secondo i LARN di 500 mg/die mentre altre fonti sostengono che un aumento di 100 mg/die possa bastare. Le proteine devono aumentare di 17g/die di cui il 50% anche in questo caso deve essere di origine animale. Per quanto riguarda i sali minerali il calcio ed il ferro restano agli stessi valori citati precedentemente nella gravidanza ed il ferro resta a valori normali tranne nel caso in cui vi siano state complicazioni durante il parto. Per ultimo la donna che allatta deve avere un apporto di vitamine A e D maggiorati.
Durante il periodo dell' allattamento l' organismo della madre tende a mantenere invariata la composizione del latte in modo da permettere al neonato di nutrirsi in modo adeguato anche a proprie spese.
La dieta deve quindi essere equilibrata e completa come nella gravidanza cercando comunque di evitare tutti quegli alimenti che possono variare il gusto del latte e renderlo quindi sgradevole al neonato come: aglio, cipolla, cavoli, peperoni, asparagi, carciofi, spezie e cibi piccanti.
A questo punto siamo arrivati allo svezzamento del bambino che viene definito come il periodo di transizione fra l' alimentazione esclusivamente lattea e quella variata.
Non esistono regole ben precise per iniziare questo periodo fondamentale sia per il bambino che per la madre, ma vengono comunque stabilite delle date indicative che prevedono di iniziare non prima del 4°mese e non oltre il 6°.
Iniziato questo periodo di svezzamento intorno al 4° mese solitamente si sostituisce una delle cinque poppate della giornata con una farinata latta, che sarebbe una pappa a base di farina di latte. Dopo qualche settimana dall' inizio dello svezzamento si potrà procedere al primo pasto non salato solitamente costituito da pappa di brodo vegetale che verrà successivamente arricchita con carni e pesci magri durante i periodi successivi.
Durante la somministrazione dei primi alimenti diversi dal latte bisogna fare attenzione a fattori come: aumentare progressivamente il nuovo alimento e inizialmente somministrarlo in piccole dosi, somministrare nuovi alimenti quando il bambino è in perfetta salute e quindi il suo corpo è in grado di sopportare l' introduzione di un nuovo alimento e ultimo ma non per importanza somministrare un alimento nuovo alla volta in modo da individuare eventuali allergie o disturbi alimentari causati da un particolare alimento.
Durante il successivo secondo semestre di vita l' aumento di peso del bambino non sarà più elevato come nei primi sei mesi di vita quindi l' apporto di carni va diminuito; durante questo periodo è consigliato l' uso di grassi di origine vegetale, un buon apporto di fibra e glucidi.
Questo periodo è fondamentale per le future abitudini alimentari del bambino in quanto nel secondo semestre di vita fino al suo 2°-3° anno il bambino comincerà a sviluppare il senso del gusto e a scoprire cibi nuovi; è anche il periodo dove il bambino comincerà a mangiare da solo,
Durante il periodo della seconda infanzia l' apporto di nutrienti dovrà essere diviso nel seguente modo: 10% di protidi di cui il 50% di origine animale, 60% di glucidi con un rapporto di 5/1 tra glucidi complessi e semplici e il restante 30 % di lipidi di cui 1/3 massimo dovranno essere saturi.
Durante questo periodo avverrà la prima somministrazione di formaggi magri e il progressivo aumento delle quantità di carne e pesce, l' introduzione di pasta e riso ben cotti e di legumi sempre ben cotti in modo da evitare la difficoltosa digestione della buccia degli stessi.
Sono comunque vietati alimenti contenenti alcool e dolci elaborati contenenti elevate quantità di panna.
Arriviamo quindi all' età prescolare e scolare dove il bambino avrà bisogno di numerose energie dato l' inizio dell' attività scolastica. Infatti è bene educare il bambino ad effettuare una buona ed abbondante prima colazione che gli consentirà di affrontare la giornata nel migliore dei modi senza cali di concentrazione dovuti alla carenza di zuccheri; questo è anche il periodo dove il rischio di malattie alimentari come l' obesità è più accentato visto che da studi scientifici il rischio di obesità è di circa del 13%.
Durante questo periodo è importante quindi mantenere una dieta equilibrata e varia.
L' ultimo passo della crescita del bambino avviene nell' età compresa fra i 14 e i 18 anni e viene definita come età puberale e adolescenziale.
Dai 14 ai 18 anni avviene il completo sviluppo dell' organismo quindi il nostro corpo deve far fronte a questa crescita abbastanza veloce con un aumento di energia; infatti i livelli raccomandati di energia dei nutrizionisti sono di 2100 kcal al giorno per bambini intorno al 10° anno di vita mentre di 2850 kcal al giorno per ragazzi intorno al 18° anno di vita. A differenza delle altre fasce di età dove i livelli di assunzione di proteine varia fra maschio e femmina in quanto per l' uomo i livelli di proteine. Questo divario si presenta anche nell' assunzione dei livelli di ferro in quanto la donna dovrà assumerne un quantitativo maggiore rispetto all' uomo per far fronte alle perdite di sangue dovute alle mestruazioni.
Le abitudini alimentari durante questo periodo devono rimanere invariate all' infanzia a livello qualitativo, ma naturalmente devono essere aumentate le quantità di cibo introdotte nel nostro corpo.
Finita l' età dello sviluppo si presenta l' età adulta dove la dieta è di fondamentale importanza per mantenere il proprio corpo in uno stato di salute.
Durante l' età adulta il fabbisogno di energia indicato dai nutrizionisti è di circa 2000-2500 kcal al giorno che devono essere ripartite nel seguente modo: le proteine devono rappresentare circa il 10-15% dell' energia e provenire prevalentemente da origini vegetali, i grassi devono costituire il 25% dell' energia e sarebbe opportuno preferire quelli insaturi mantenendo un rapporto di 2 a 1, i carboidrati devono costituire la fonte maggiore di energia nella dieta di un adulto, infatti occupano il 60-65% dell' energia totale necessaria mantenendo un rapporto fra carboidrati complessi e semplici di 5 a 1, l' acqua è di vitale importanza in quanto una persona adulta dovrebbe berne circa 2.5 litri ogni giorno in modo da favorire un buon ricambio idrico e per ultimo una persona adulta dovrebbe consumare ogni giorno circa 30-35 g di fibra.
Tutte queste buone abitudini alimentari sono da abbinare comunque ad un sano stile di vita con regolare attività fisica.
L' ultima fase importante per mantenere una dieta equilibrata è la terza età che è un periodo che inizia intorno ai 60-65 anni.
Negli ultimi anni della nostra vita il fabbisogno energetico diminuisce a causa della diminuzione dell' attività fisica e dall' abbassamento del metabolismo basale.
Per quanto riguarda i nutrienti le quantità da introdurre nel nostro organismo sono le seguenti: le proteine restano invariate come nella dieta dell' adulto, i lipidi occupano circa il 20-25% del fabbisogno giornaliero di energia privilegiando i grassi insaturi, la quantità di glucidi diminuisce leggermente in quanto occupa circa il 55-60% del fabbisogno giornaliero di energia, l' apporto di fibra è indispensabile in quanto durante la terza età si è colpiti spesso da stitichezza e per il suo notevole aiuto nelle funzionalità dell' intestino, anche le vitamine ed i sali minerali sono uguali a quelli dell' adulto e di nuovo si ritorna ad una parità di livelli di assunzione di ferro in quanto le mestruazioni cessano con la menopausa.
Molto pericolosi sono i livelli di sale negli alimenti in questo periodo dato che durante l' invecchiamento c' è una progressiva perdita del gusto le persone anziane tendono ad aggiungere sale o spezie per aumentare il gusto della pietanza con il conseguente rischio di malattie cardiocircolatorie.

Uno dei rischi principali se non si seguono le indicazioni della dieta nel proprio periodo di vita è quello di incorrere in malattie alimentari come l' obesità.
L' obesità è una malattia che consiste in un accumulo di massa grassa in un individuo; spesso legato a cattive abitudini alimentari o ad una dieta squilibrata.
Essa è una malattia molto pericolosa in quanto essendo legata ad altre malattie come disfunzioni cardiocircolatorie ( ictus, apnea notturna e alcuni tipi di tumore ) può spesso portare al decesso dell' individuo.
Per combattere l' obesità innanzitutto bisogna tornare ad una dieta grassa limitando al minimo cibi grassi e dolci, diminuendo le quantità, eliminare bevande dolci e gassate ed abbinare questa dieta ad un progressivo ripristino e aumento dell' attività fisica in modo da mantenere il corpo tonico e in forma.


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Fonti/Bibliografia: Complementi di scienza dell' alimentazione, di Patrizia Cappelli e Vanna Vannucchi, editore: Zanichelli.
Data originaria pubblicazione: 12/5/13 h 19:05:00



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