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L`organismo perfetto

Articolo scritto da: 41C_Pulce90 il Venerdi, 20 Marzo 2009 (18:36:10)

-Temi svolti Esami di Stato




Tema di Esame svolto seconda prova Alimentazione. I principi nutritivi sono fondamentali per esplicare alcune funzioni dell'organismo. Le principali funzioni sono: plastica, energetica e protettiva. Leggi l'articolo per scoprire cosa succede dentro di te!!!





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Nell’ organismo perfetto…

La prima funzione è svolta principalmente dai protidi ( o proteine ) La loro composizione elementare è data da carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto. Nello specifico, le proteine sono formate dall’ unione di più di 100 amminoacidi disposti in ordine differente per ogni molecola. Se il numero degli amminoacidi è inferiore a 100 la catena viene chiamata peptide. Gli amminoacidi presenti in natura sono 20, otto dei quali sono essenziali cioè non possono essere sintetizzati dall’ organismo e devono essere quindi introdotti con la dieta; sono costituiti da una parte comune e una parte variabile, il gruppo R, che conferisce le proprietà all’ amminoacido e di conseguenza anche alla proteina e può avere carica positiva o negativa.
La catena viene detta idrofoba se contiene anelli aromatici e gruppi R alifatici; al contrario, se essa contiene R polari è solubile in acqua.
Le proteine assumono diverse conformazioni spaziali a seconda della funzione da svolgere.
La struttura primaria è una semplice sequenza di amminoacidi legati con ponti di solfuro e legami peptidici che conferiscono stabilità. È la forma più semplice di una proteina.
La struttura secondaria è un ripiegamento più o meno regolare della catena, essa può essere a elica o a foglietto.
La struttura terziaria è un ripiegamento nello spazio con occupazione tridimensionale, tipica delle proteine globulari che svolgono importanti funzioni nell’ organismo come enzimi, ormoni ed anticorpi.
La struttura quaternaria si ha grazie all’ unione di proteine dalla struttura terziaria come ad esempio l’ emoglobina in grado di trasportare l’ ossigeno nel sangue.
Un’ altra classificazione si può effettuare in base alla forma della proteina, detta fibrosa quando è un asse o globulare quando è un gomitolo.
Nell’ organismo sono presenti proteine strutturali a livello osseo, muscolare e cutaneo; proteine con funzioni speciali ( enzimi, ormoni, anticorpi, proteine di trasporto e di riserva ). Le proteine alimentari si trovano in quantità variabili in tutti gli alimenti in modo da fornire amminoacidi per la sintesi di proteine utili all’ organismo umano e con un elevato valore biologico, che indica anche la percentuale di amminoacidi utilizzata dal corpo umano ed è ottenibile dal rapporto tra l’ azoto trattenuto dall’ organismo e l’ azoto assorbito moltiplicato per 100.
I fattori antinutrizionali delle proteine vengono inattivati con la cottura, le tossine, gli allergeni e i prioni, responsabili di alcune malattie degenerative, come il Morbo della mucca pazza.
I livelli di assunzione raccomandati dei protidi sono pari a 0,75 g/kg di peso corporeo al giorno e il fabbisogno proteico totale giornaliero corrisponde al 10-15%; ed è importante introdurre gli amminoacidi essenziali nei primi mesi di vita e durante l’ accrescimento per evitare malattie quali kwashiorkor e marasma infantile che provocano un arresto della crescita, debolezza generale e abbassamento delle difese immunitarie.
Durante la cottura le proteine vengono modificate dal calore provocando cambiamenti di colore e a volte di struttura. La proteina può denaturarsi, ovvero modificarsi nella configurazione spaziale e perdere l’ attività biologica, diminuire la solubilità e aumentare la digeribilità dell’ alimento, in modo irreversibile se cotta a temperature superiori a 70°C per tempi prolungati.
La seconda funzione, ossia quella energetica, è svolta principalmente da glucidi e lipidi.
I glucidi, chiamati anche carboidrati, sono formati da C, H, e O e sono definiti i derivati aldeidici e chetonici di alcoli polivalenti poiché presentano un gruppo aldeidico o chetonico legato a due alcoli.
Si suddividono in tre gruppi: monosaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi.
I monosi sono formati da una catena lineare di atomi di carbonio che portano tutti un gruppo ossidrilico –OH tranne uno che è legato al gruppo carbonilico ›C=O. Se il gruppo carbonilico è collocato all’ estremità della catena, il monoso diventerà aldoso; se invece si troverà nel centro della catena diventerà un chetoso. I capostipiti delle due serie sono la gliceraldeide ed il diidrossiacetone.
Gli esosi rappresentano i monosaccaridi nutrizionalmente più importanti e sono glucosio, sintetizzato dalle piante attraverso la fotosintesi ed è contenuto in frutta, verdura e sangue; mannosio, che deve essere trasformato in glucosio per poter essere utilizzato ed è contenuto in olive, semi e funghi; fruttosio, contenuto in mele e pere, esso è l’ unico chetoesoso ed infine il galattosio, che costituisce oligosaccaridi e polisaccaridi ed è usato dall’ organismo previa trasformazione in glucosio.
I disaccaridi derivano dall’ unione di più monosaccaridi uniti da legami glicosidici, rotti nell’ apparato digerente dalle glicosidasi.
Il saccarosio deriva dall’ unione di glucosio e fruttosio ed è il comune Alimenti: Zuccherozucchero da tavola estratto da barbabietola e canna da Alimenti: Zuccherozucchero; la sua idrolisi genera lo Alimenti: Zuccherozucchero invertito.
Il lattosio è contenuto nel Alimenti: Lattelatte dei mammiferi ed è l’ unione di glucosio e galattosio. È scisso dall’ enzima lattasi, attivato nell’ organismo con la graduale introduzione del Alimenti: Lattelatte.
Il maltosio è l’ unione di α-D-glucosio e D-glucosio; viene usato in prodotti per l’ infanzia.
Il cellobiosio deriva dall’ unione tra due molecole di β-D-glucosio; non svolge alcuna funzione nell’ organismo poiché non esiste l’ enzima in grado di rompere il legame β.
I polisaccaridi sono chiamati glicani e sono formati da più unità monosaccaridiche e si distinguono in polisaccaridi di riserva, di struttura e complessi. I primi comprendono l’ amido, contenuto in radici e tuberi, è formato per l’ 80% da amilopectina ( sequenza di molecole di α-glucosio legate con legami α 1-4 glicosidico e nei punti di ramificazione con legame α 1-6 glicosidico ) e per il 20% da amilosio ( composto da 50-300 molecole di glucosio legate con legame α 1-4 glicosidico ). L’ amido viene attaccato dalle amilasi che lo riducono prima in destrine poi in maltosio e isomaltosio.
Il glicogeno, contenuto nei muscoli e nel fegato, ha funzione di riserva ed è composto da numerose molecole di glucosio.
La Galleria: Cellulosacellulosa, al contrario, è un polisaccaride di struttura ed è contenuta nelle pareti delle cellule vegetali; essa è un polimero lineare costituito da 300-15000 molecole di β-glucosio, le quali formano legami non scindibili dall’ organismo umano perché privo dell’ enzima necessario.
I carboidrati coprono il 55-65% del fabbisogno calorico totale giornaliero ed 1 g fornisce 4 Kcal. È importante introdurre glucidi perché sono la principale fonte di energia per l’ organismo. Dal punto di vista qualitativo è meglio introdurre per il 45% glucidi complessi e per il 12% glucidi semplici. Il livello di glicemia dovrebbe essere compreso tra 80/100 mg ogni 100ml di sangue.
Durante la cottura gli zuccheri semplici caramellizzano, evitando la perdita di liquidi e provocando la Reazione di Maillard. L’ amido , con la cottura, tende ad assorbire acqua e a formare gelatina, rendendo così gli alimenti mangiabili e digeribili. La Galleria: Cellulosacellulosa con la cottura diventa tenera, conferendo la stessa caratteristica agli alimenti.
I lipidi sono composti organici formati da idrogeno, carbonio e ossigeno; a temperatura ambiente si possono presentare allo stato solido o allo stato liquido. I primi sono definiti grassi e comprendono Alimenti: Burroburro, margarina e strutto; sono prettamente di origine animale mentre i secondi sono definiti oli e sono ricavabili da semi, dal Alimenti: Pescepesce e da alcuni frutti. I grassi presentano legami semplici nella catena e per questo sono definiti saturi, gli oli invece possono presentare uno o più legami doppi e sono definiti monoinsaturi o polinsaturi. Esistono anche lipidi visibili, ossia quelli da condimento e i lipidi invisibili, cioè contenuti negli alimenti.
Dal punto di vista chimico i lipidi si dividono nelle frazioni saponificabile e insaponificabile.
La frazione saponificabile comprende quei lipidi in grado di subire il processo di saponificazione poiché contengono acidi grassi in grado di liberarsi sottoforma di saponi. Questo gruppo è composto da gliceridi, cere e steridi ( lipidi semplici ) fosfolipidi e glicolipidi ( lipidi complessi ). La frazione insaponificabile, la quale non contiene acidi grassi, comprende terpeni, steroidi e eicosanoidi; tra questo gruppo sono comprese anche le vitamine liposolubili.
Gli acidi grassi appartengono alla famiglia degli acidi carbossilici e nel sangue sono legati alle albumine; le catene lineari contengono un numero variabile tra 4 e 36 atomi di carbonio, esse possono contenere legami doppi o semplici: le catene sature sono più stabili poiché nelle catene con doppi legami, attraverso un catalizzatore, può avvenire l’ aggiunta di atomi di idrogeno provocando la trasformazione dei doppi legami in semplici. Questo processo è chiamato idrogenazione ed è utilizzato per la produzione industriale di margarine.
Gli acidi grassi essenziali ( A.G.E. ) sono principalmente due: l’ acido linoleico, che è il capostipite della serie omega 6 e l’ acido α-linolenico, che è il capostipite della serie omega 3. Essi sono essenziali poiché devono essere introdotti con la dieta in quanto non sintetizzabili dall’ organismo che avendo a disposizione i due acidi grassi può sintetizzare altre catene creando, ad esempio, l’ acido arachidonico.
I gliceridi derivano dall’ esterificazione tra il glicerolo e da un numero variabile compreso tra 1 e 3 di acidi grassi, formando monogliceridi, digliceridi e trigliceridi con l’ eliminazione di una molecola d’ acqua. I primi due si formano durante la digestione mentre i trigliceridi sono i lipidi presenti in maggior quantità sia nel corpo umano che negli alimenti e sono lipidi di riserva o deposito.
Se gli acidi grassi attaccati al glicerolo sono tutti uguali si hanno trigliceridi semplici, al contrario trigliceridi misti se diversi tra loro.
Le cere derivano dall’ esterificazione tra acidi grassi e alcoli ( entrambe a catena lunga ), svolgono la funzione di rivestimento impermeabile sul piumaggio e sulle pelli degli animali ma non hanno importanza nutrizionale poiché asportate col lavaggio.
Gli steridi sono formati dall’ esterificazione tra acidi grassi e steroli, formati da in solo gruppo alcolico con un nucleo steroideo composto da quattro anelli fusi, di cui tre a sei atomi di carbonio e uno a cinque atomi di carbonio ( es.colesterolo ).
Gli steroli liberi si trovano nella frazione insaponificabile. I lipidi complessi saponificabili sono i fosfolipidi formati da un residuo di acido fosforico unito ad un glicerolo ( glicerofosfolipidi ) o alla sfingosina ( sfingofosfolipidi ). I fosfolipidi sono contenuti prevalentemente nel tuorlo delle uova e nella soia ed hanno proprietà emulsionanti.
La frazione insaponioficabile comprende lipidi che svolgono soprattutto una funzione plastica e vengono dette sostanze isoprenoidi poiché hanno un precursore comune chiamato isoprene. A questa categoria appartengono anche i terpeni ( vitamine liposolubili e coenzima Q ), steroidi e prostalglandine.
1 g di lipidi fornisce 9 kcal ed essi coprono il 25% del fabbisogno calorico totale giornaliero. È consigliato assumere lipidi di origine vegetale; gli acidi grassi non devono superare il 10% delle calorie totali e quelli essenziali forniscono il 2,8% delle calorie. Il colesterolo può essere assunto fino a un massimo di 300 g/die. L’ eccesso di grassi provoca malattie cardiovascolari, obesità, cancro e tumori. In età infantile la carenza di AGE potrebbe causare danni celebrali e psichici.
Durante la cottura i lipidi invisibili conferiscono tenerezza e sapore agli alimenti; è preferibile eliminare il grasso visibile in eccesso. I grassi e gli oli hanno differenti range di temperature raggiungibili per effettuare le varie cotture. Essi sono molto utilizzati come condimento.
La terza funzione, ossia quella protettiva o bioregolatrice, è svolta da vitamine e sali minerali.
Le vitamine o “ammine della vita” sono sostanze organiche provenienti dagli alimenti e capaci di agire e regolare l’ organismo anche in piccole dosi. Ogni vitamina ha un solo e preciso compito che non può essere svolto da un’ altra. Esse vengono classificate in idrosolubili, ovvero solubili in acqua, e sono identificate con le otto vitamine del gruppo B e liposolubili, ossia solubili nei grassi; esse comprendono la vitamine A, C, E, K.
Del primo gruppo fanno parte molte vitamine qui sotto descritte.
La vitamina C, chiamata acido L-ascorbido è diffusa nella frutta e nella verdura fresca, mantiene la struttura ossea, i denti e i vasi sanguigni. Il fabbisogno giornaliero è di 60 mg e una carenza potrebbe provocare scorbuto, sanguinamento di gengive o emorragie. Un eccesso provocherebbe la comparsa di calcoli renali o diarrea.
La vitamina B1, o tiamina è contenuta nei cereali integrali tranne nel Alimenti: Risoriso brillato, nel lievito di birra, nei legumi e nei funghi. Essa interviene nel metabolismo glucidico come coenzima ed influenza la trasmissione degli impulsi nervosi. La mancata assunzione potrebbe provocare il Beri- beri, ossia una malattia che prevede una paralisi agli arti inferiori e diffusa in passato tra le popolazioni dell’ Asia che si nutrivano solo di Alimenti: Risoriso brillato. Il fabbisogno giornaliero è di 0,4 mg su 1000 Kcal.
La vitamina B2, detta riboflavina è contenuta nel fegato, nel Alimenti: Lattelatte e nel Alimenti: Pescepesce; essa costituisce i due coenzimi delle ossidazioni biologiche: il FAD, implicato nel metabolismo degli acidi grassi e l’ FMN, che è un costituente della catena respiratoria. I sintomi da carenza si identificano con l’ avitominosi, una malattia che si manifesta con lesioni della pelle attorno al naso e alle labbra. Il fabbisogno giornaliero è pari a 0,6 mg su 1000 Kcal.
La vitamina PP, o niacina, può essere sintetizzata in dosi di 1 mg dall’ organismo a partire da 60 mg di amminoacido triptofano. Essa, essendo una delle vitamine più stabili, interviene nel metabolismo di glucidi, lipidi e protidi e nella formazione dei coenzimi NAD e NADP. Assunta in dosi inferiori potrebbe provocare la pellagra, una malattia definita anche delle “3 d” perché caratterizzata da: dermatite, diarrea e demenza; diffusa nel secolo scorso tra le popolazioni del nord- Italia che si nutrivano quasi esclusivamente di Ricette: Polentapolenta. Il fabbisogno giornaliero è di 6,6 mg su 1000 Kcal.
La vitamina B5, definita anche acido pantotenico, è diffusa in fegato, Alimenti: Carnecarne, noci, uova ecc.. costituisce il coenzima A, importante per il metabolismo di lipidi, glucidi e protidi. Il fabbisogno giornaliero è di 3-12 mg.
La vitamina B6, chiamata piridossina è contenuta in quantità consistenti nel lievito di birra, è presente anche in cereali, fegato, Ricette: Panepane integrale; essa costituisce il coenzima piridossal-fosfato ( PLP ) che partecipa al metabolismo di amminoacidi e di sostanze azotate. La mancata assunzione potrebbe provocare dermatiti, convulsioni, calcoli renali e vertigini. Il fabbisogno giornaliero è compreso tra 1,1 e 1,5 mg.
La vitamina H, denominata anche biotina, è diffusa nel tuorlo d’ uovo, nelle frattaglie, nel Alimenti: Cioccolatocioccolato e nella frutta secca; anche i batteri intestinali forniscono quote importanti; questa vitamina costituisce il coenzima in grado di sintetizzare i grassi, di metabolizzare degli amminoacidi e di rilasciare energia dai glucidi. Una dieta ricca di tuorlo d’ uovo crudo può provocare un’ ipovitaminosi, la quale si manifesta con pallore, anemia, dolori muscolari e stanchezza. Il fabbisogno è compreso tra 15 e 100 mcg al giorno.
La vitamina Bc, chiamata anche acido folico, si trova in tuorli d’ uovo, fegato, reni, vegetali verdi e lievito di birra. È importante soprattutto per la sintesi degli acidi nucleici e nel trasporto di molecole monocarboniose, partecipando nella produzione dei globuli bianchi e rossi. La mancanza di questa vitamina provoca anemia, alterazioni delle mucose e diarrea. Il suo fabbisogno è di circa 200mcg al giorno.
La vitamina B12 o cobalamina è contenuta soprattutto negli alimenti di origine animale; partecipa come coenzima alle reazioni metaboliche tra cui la sintesi di materiale genetico e il funzionamento del sistema nervoso. Le persone che seguono diete vegetariane manifestano la carenza di questa vitamina poiché gli manca il ”fattore intrinseco di Castle” che favorisce l’ assorbimento della vitamina a livello dello stomaco. Il fabbisogno giornaliero consigliato è di 2 mcg.
Le vitamine liposolubili sono solamente 4: la vitamina A è molto diffusa in frutta e verdura di colore giallo o verde ed è necessaria per la formazione ed il mantenimento delle mucose, delle ossa e dei denti. La sua insufficienza provoca ridotto accrescimento, cecità e caduta dei denti mentre se introdotta a dosi superori a quelle consigliate si ha un ritardo della crescita, danni a fegato e milza e perdita di capelli. Il fabbisogno giornaliero è di 600 mg per le donne e 700 mg per gli uomini.
La vitamina D è essenziale per la crescita e lo sviluppo delle ossa, provoca rachitismo nei bambini e osteomalacia ( fragilità delle ossa ) se introdotta a dosi inferiori a 15 mcg giornalmente. Essa è sintetizzata attraverso l’ esposizione al sole.
La vitamina E ha azione antiossidante poiché previene l’ ossidazione degli acidi grassi polinsaturi; se introdotta a dosi inferiori a 8 mg potrebbe provocare distrofia muscolare, aborti e rottura dei globuli rossi ( anemia emolitica ).
La vitamina K è essenziale per la coagulazione del sangue ed è sintetizzata dalla flora batterica.
L’ eccesso provocherebbe ittero, anemia, trombosi. Il fabbisogno giornaliero è di 50-70 mcg.
Anche i sali minerali svolgono funzione bioregolatrice; essi sono sostanze inorganiche non energetiche e vengono classificati in macreolementi, ossia sali il cui fabbisogno supera i 100 mg al giorno e microelementi, chiamati anche oligoelementi, il cui fabbisogno è inferiore ai 100 mg al giorno.
I macroelementi sono: calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio e cloro. Tutti gli altri sono microelementi.
Il calcio è un componente delle ossa e dei denti, interviene nella contrazione muscolare, controlla il metabolismo epatico e regola il trasporto di acqua e altri Sali. La carenza provoca rachitismo e osteoporosi; gli alimenti più ricchi sono i latticini.
Il fosforo dà legami molto energetici all’ ATP, regola tutti i metabolismi ed il fabbisogno è di 800 mg/die ( identica dose per il calcio ).
Il magnesio forma lo scheletro, è un cofattore di numerosi enzimi e partecipa alla regolazione neuromuscolare.
Il sodio, insieme al cloro, forma il comune sale da cucina; questo minerale regola la trasmissione nervosa. Un’ assunzione eccessiva provoca ipertensione arteriosa mentre una carenza è provocata da sudorazione e ferite.
Il cloro partecipa alla formazione di acido cloridrico gastrico, trasporta anidride carbonica ai globuli rossi e controlla la pressione.
Il potassio è contenuto in molti tipi di frutta, ha le medesime funzioni del sodio ed è indispensabile per il funzionamento di numerosi enzimi.
I microelementi sono: ferro, zolfo, zinco, rame, iodio, fluoro, manganese, cromo, cobalto, selenio e mobildeno.
Le vitamine e i sali minerali vengono per la maggior parte persi e distrutti con la cottura ad elevate temperature.
Nell’ organismo è di fondamentale importanza l’ acqua. Essa è il composto più diffuso in natura e costituisce il 70% del peso di un uomo. La si può trovare in tre stati: solido, liquido e aeriforme.
Nelle cellule permette di svolgere tutte le reazioni, apporta nutrimento ed elimina le sostanze di scarto; tutto ciò è possibile perché l’ acqua è un composto bipolare poiché da un lato ha carica positiva mentre dall’ altro carica negativa; in questo modo l’ ossigeno attrae l’ idrogeno legando le varie molecole. La presenza di questi legami è fondamentale e determina l e caratteristiche dell’ acqua.
Allo stato liquido l’ acqua è formata da due fasi: una continua e una discontinua; la prima è costituita da singole molecole disordinate e la seconda da grappoli di molecole unite dal legame a idrogeno e disposte ordinatamente.
Le caratteristiche chimico-fisiche dell’ acqua sono determinate dalla polarità e dalla presenza di numerosi legami; essa ha un alto punto di fusione ed un elevato calore specifico, ha densità massima a 4°C ed è per questo che il ghiaccio è più voluminoso e perciò occupa più spazio; inoltre è un solvente e ha funzione idratante; l’ acqua ha azione capillare poiché è in grado di salire in minuscoli tubicini capillari.
L’ acqua è presente in percentuali considerevoli negli alimenti e si suddivide in due categorie: acqua legata alle molecole organiche attraverso ponti idrogeno e acqua libera, ossia non legata e disponibile per lo sviluppo di microrganismi.
Nell’ organismo l’ acqua è divisa in: acqua plasmatica, acqua interstiziale del tessuto connettivo e liquidi transcellulari; essa è collocata soprattutto in muscoli, ossa, sangue e cute ed è un solvente per i gas, come anidride carbonica e ossigeno, svolge funzione di trasporto di sostanze nutritive e funge da veicolo per i sali minerali. L’ uomo necessita quindi di un ricambio idrico giornaliero pari al 6% e il bisogno di acqua è di 1-1,5 ml/Kcal al giorno.
L’ acqua esogena ( introdotta con bevande ed alimenti ) è di circa 2,5 litri al giorno per mantenere costante l’ equilibrio idrico. L’ acqua introdotta sommata a quella endogena deve essere superiore a quella eliminata; un’ eccessiva assunzione provocherebbe la sindrome da intossicazione mentre più comune è la disidratazione, provocata da insufficiente acqua introdotta.
L’ organismo, come è possibile capire, è una macchina perfetta in grado di regolare i propri bisogni e di reagire per migliorare lo stato fisiologico dello stesso. L’ uomo deve essere in grado di fare le scelte migliori, dal punto di vista alimentare, per evitare sovraccarichi o eccessi o eventuali carenze.


 
 
 
 
 
 
 
MAPPA VITAMINE IDROSOLUBILI
 
MAPPA VITAMINE LIPOSOLUBILI

Allegati o Link utili:

Indice simulazioni Seconda prova Esami di Stato Alimenti e Alimentazione


 

 

Bibliografia: 
“Complementi di scienza dell’alimentazione” di Patrizia Cappelli e Vanna Vannucchi, editore Zanchelli.
“Nuova educazione alimentare” di Silvano  Rodato e Isabella Gola,  editore Clitt.
Data originaria di pubblicazione: 30/10/08 h. 14:57:11 




 


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Re: L'organismo perfetto (Voto: 1)
di 52F_Paky il Lunedi, 9 Marzo 2009 (17:58:28)
(Info Utente | Invia un Messaggio)
L'articolo è molto esaudiente,c'è solo un piccolo errore molto probabilmente è di distrazione ma che è bene correggiere per evitare di confondere i lettori.Il colesterolo può essere assunto fino ad un massimo di 300 mg al giorno non 300 gr come c'è scritto




Re: L'organismo perfetto (Voto: 1)
di 52F_Betu il Martedi, 24 Marzo 2009 (20:57:17)
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Dal punto di vista contenutistico questo elaborato e molto ben fatto in quanto sono presenti tutte le informazioni necessarie una lieve carenza si può notare nella trattazione delle proteine in quanto bisognava citare la funzione che esse svolgono all'interno dell'organismo, mentre ci si è limitati a trattare i protidi soltanto dal punto di vista chimico.




Re: L'organismo perfetto (Voto: 1)
di 41C_Snoopy il Venerdi, 8 Maggio 2009 (16:52:49)
(Info Utente | Invia un Messaggio)
L'elaborato sotto l'aspetto dei contenuti è molto molto completo; soprattutto la parte sulle vitamine è più che ottima. Sia l'introduzione che la conclusione sono ben articolate e ben scritte. In generale un eccellente lavoro: Brava!!!




Re: L'organismo perfetto (Voto: 1)
di 074C_Sangio il Lunedi, 11 Maggio 2009 (9:57:42)
(Info Utente | Invia un Messaggio)
E brava Stefania! elaborato ben articolato e ben fatto,ricco nei contenuti specifici,è stato un piacere leggerlo,forse un po troppo lungo ma va bene cosi, conoscendoti avresti potuto scrivere ancora di più... :-) :-) Comunque ben fatto,anche questo uno dei migliori elaborati che ho letto fino a dora!




Re: L'organismo perfetto (Voto: 1)
di 41C_Roby21 il Sabato, 16 Maggio 2009 (11:54:18)
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://roby90isi@hotmail.it
Complimenti! il tuo elaborato è molto chiaro, completo e ricco in ogni sua parte del discorso.. è un po' lungo da leggere ma ne vale davvero la pena!!



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