Crea il tuo Account

Home Page
  Mi Piace WebCommunityLab  Segui WebCommunityLab  Cerca nel Sito Notizie Scuola Materiali Didattici News Community Forums Tuo Account
    



 
 Ti trovi in:Home Page > Ambiente Notizie-Scuola  >  News Scuola

Riconoscimenti profScaglione.it

©

Info Utenti

Login

Nickname:
Password:
Login:

 

Social Registration Registrati
Passa da qui se hai già un account su Facebook

Termini di Servizio

Clicca su Accetto Termini Servizio per la loro accettazione e per dichiarare di avere almeno 13 anni: ti compariranno i loghi Social con cui potrai registrarti istantaneamente!


 

Ciao Utente Anonimo



Registrati direttamente qua su profScaglione.it

   Registrati


Hai perso la tua Password?




 

Guarda Lista Membri WebCommunityLab
Utenti

Membri del Sito:
Ultimi Membri Registrati alla WebCommunityLab Ultimo registrato:
     peppelarosa 
Numero totale Membri WebCommunityLab Complessivi: 1687

Persone Online:
Numero degli Ospiti Online in questo momento Ospiti: 108

Traffico:



Navigazione Sito

 Ambienti 
 HOME PAGE
 Ambienti
 Info-Statistiche
 Notizie-Scuola
 Didattica-Alimentazione
 Social-Community
 Giochi-Svago
 Aiuto-Risorse
 Info 
 Info-Statistiche
 Dedica Sito
 Chi siamo?
 Riconoscimenti
 Staff
 Contattaci
 Mappa Sito I
 Mappa Sito II
 Raccomanda il Sito
 Progetto_El_Awards2
 Presentazione WebCommunityLab
 Progetti
 Fai Proposte sui Progetti
 Partecipa alla WebCommunity
 Privacy
 TerminiServizio
 Bibliografia-Crediti
 Rss Notizie Scuola
 Rss Community
 Rss Enciclopedie Vocaboli
 Rss Ricette Community
 Rss Alimenti Community
 Rss Video YouTube
 Sistema Ricerca Globale
 Statistiche 
 Info-Statistiche
 Ricette più Viste
 Ricette più Votate
 Alimenti più Visti
 Alimenti più Votati
 Statistiche Forum
 Top Ten
 Sistema Ricerca Globale
 News Scuola 
 Notizie-Scuola
 News Scuola
 Argomenti Notizie Scuola
 News Ctg Prof
 News Ctg Stud-Prof
 News Ctg Studenti
 News Ctg Genitori-Stud
 News Ctg Presidi
 News Ctg Scuole
 News Ctg ATA
 News Ctg IPSSAR Nembro
 News Ctg Tutti
 Archivio Notizie Scuola
 Tags Scuola
 Forum Esami di Stato
 Forum Nuovi IPSSAR
 Sistema Ricerca Globale
 Didattica 
 Didattica-Alimentazione
 News Alimentazione
 Argomenti Alimentazione
 News Ctg Classi 1^
 News Ctg Classi 2^
 News Ctg Classi 3^
 News Ctg Classi 4^
 News Ctg Classi 5^
 News Ctg Tutte le Classi
 News Novità Sito
 Archivio News Alimentazione
 Enciclopedie
 Prove Strutturate
 Interrogatore
 Forums
 Mappa Ipertestuale Alimentazione Classe 5^
 Tags Alimentazione
 Ricette
 Alimenti
 Cruciverba-Alimentazione
 Impiccato Cl. 1^
 Impiccato Cl. 2^
 Impiccato Cl. 3^
 Impiccato Cl. 4^
 Impiccato Cl. 5^
 Calcolo I.M.C.
 Fabbisogni Energia
 Equivalenze
 Acronimi
 Sistema Ricerca Globale
 Social-Community 
 Social-Community
 Fan-Facebook-Twitter
 Il Tuo Account
 Messenger
 The Wall - Muro
 Messaggi Privati
 Chat
 Poesie
 Racconti Narrativa
 Guestbook Sito
 Cartoline Virtuali
 Citazioni
 Barzellette
 Sistema Ricerca Globale
 Giochi 
 Giochi-Svago
 Tris
 Impiccato Cl. 1^
 Impiccato Cl. 2^
 Impiccato Cl. 3^
 Impiccato Cl. 4^
 Impiccato Cl. 5^
 Scacchi
 MasterMind
 Sudoku
 Coloku
 Cruciverba-Alimentazione
 Cerca Parole
 Sistema Ricerca Globale
 Svago e Relax 
 Giochi-Svago
 Barzellette
 Ricette
 Citazioni
 Cani
 Gatti
 Pesci
 Uccelli
 Rettili
 Automobili
 FIFA World Cup
 Sistema Ricerca Globale
 Aiuto 
 Aiuto-Risorse
 Come_Registrarsi
 Aiuto Online
 Contattaci
 Invio Files Materiali
 Sistema Ricerca Globale
 Cerca in Acronimi
 Cerca in Barzellette
 Cerca in Poesie Amore
 Cerca in Altre Poesie
 Cerca Utenti
 Cerca Notizie Scuola
 Cerca News Community
 Cerca nei Forums
 Cerca in Ricette
 Cerca in Alimenti
 Cerca in Enciclopedia Alimenti
 Cerca in Enc. TSPC-TSPS
 Cerca in Gallery Multimediale
 Risorse 
 Aiuto-Risorse
 Crea Password
 Codice Fiscale
 Whois
 Nuke Generator
 GUIstuff
 Nuke Tools
 PHP-Nuke Tools
 Flash Tools
 Style Tools
 Crea Bottoni
 Creazione Banner
 Testo Scorrevole
 Testo 3d
 Convertitore Date Unix
 Byteconverter
 Sistema Ricerca Globale
 Partecipa 
 Partecipa alla WebCommunity
 News Alimentazione
 Invio Files Materiali
 Invia Vocabolo Enciclopedia
 Invia Ricetta
 Invia Alimento
 Invia Tuo Muro
 Invia Tua Poesia
 Invia Barzelletta
 Invia Tuo Link
 Invia Img x Gallery
 Fai Proposte sui Progetti
 Segnala o Consiglia
 Sistema Ricerca Globale

Ricerca Globale





La News Scuola più letta del mese

Mi spiace ma in questo mese non sono state pubblicate News

Ci spiace ma in questo mese non sono ancora state pubblicate News

Social

Condividi WebCommunityLab su
Facebook e Twitter


la WebCommunityLab è su Facebook!

Diventa Fan della WebCommunityLab:


la WebCommunityLab è su Twitter!


Guarda il canale wcl su YouTube!

Vai alla pagina della WebCommunityLab su YouTube

 

Tags Cloud Scuola


personale di ruolo AID Nessuna detenzione ingiusta esami di stato provincia Firenze Science for Peace finalita` specifiche diritto ed economia biennio nuovi programmi materie istituti alberghieri Diplomi di istruzione secondaria di secondo grado Linee guida Secondo biennio e Quinto anno Nuovi Istituti Professionali matematica vincoli adozione libri di testo personale docente regolamento razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane mobilita` A.S. 11/12 educazione degli adulti patto di corresponsabilita` biologia programmi ministeriali istituti alberghieri a.s. 2008/09 opzioni istituti tecnici Ministero Pubblica Istruzione finanza e marketing AS 11/12 Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Mobilita` 22 febbraio 2011 la documentazione da allegare alla domanda di mobilita` DM n.42 del 8 aprile 2009 Linee Guida Allegato A Global Junior Challenge 2009 esami di stato provincia Bergamo esami di stato provincia Brescia

Categorie News Scuola


Studenti Prof
Studenti
Prof Insegnanti
Tutti
Ipssar Nembro
Dirigenti Presidi
Scuole Istituti
Genitori Studenti
ATA Amministrativi Bidelli

Argomenti News Scuola


Ultime
Normativa Scolastica
IPSSAR
Tracce Temi Esami di Stato
Società
Esami di Stato - Maturità
Istituti Professionali
Europa
Diversamente Abili
Orientamento Scolastico
Note Ministero
TIC e Tecnologie Digitali
Sistema Informativo MIUR, AT ex USP
Concorsi Scuola
Istituti Enogastronomia Ospitalita` Alberghiera ex Ipssar
Web Accessibile
Graduatorie Docenti
Istituti Tecnici
Funzione Pubblica

News casuale profscaglione.it


C.M. n. 95 del 24/10/2011 prot. n.6976. Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado per l'anno scolastico 2011/2012 - Termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione. Requisiti per l'ammissione agli Esami degli allievi dell'ultima classe; votazione discipline-materie, valutazione comportamento; crediti scolastici; frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.

Argomento Casuale Scuola

Web Accessibile

Cerca in:
Web Accessibile


News casuali sulla scuola

News casuale scuola
Giovedì, 16 giugno 2016
Tema Maturità Esame di stato - Istituto alberghiero Traccia uscita Seconda prova: Alimenti e Alimentazione M508 anno 2015 A.S. 2014/15 IPSSAR Scuola alberghiera

Lunedì, 29 febbraio 2016
Materie Esami Maturità Esame di stato 2016 Istituto alberghiero Seconda prova scritta Maturita A.S. 2015/16 IPSSAR Scuola alberghiera Enogastronomia Uscite

Giovedì, 18 giugno 2015
Previsioni Traccia Alimentazione Alberghiero Seconda prova scritta IPSSAR 2015 Alimenti e Alimentazione Maturita` Esami di Stato 2014/15

Giovedì, 04 giugno 2015
Commissioni Esami di Stato 2015 Maturità: uscite le commissioni con i commissari esterni e presidenti provincia di Bergamo a.s. 14/15

Giovedì, 29 gennaio 2015
Materie Esami Maturità Esame di stato 2015 Istituto alberghiero Seconda prova scritta Maturita A.S. 2014/15 IPSSAR Scuola alberghiera Maturità prove Uscite Enogastronomia

Archivio

Ultime News Scuola per ogni Categoria

Studenti Prof
Clicca sul link per Leggere la NewsGlobal Junior Challenge 2017 - 8^ edizione
Clicca sul link per Leggere la NewsMaterie Esami Maturità Esame di stato 2017 Istituto alberghiero Seconda prova scritta Maturita A.S. 2016/17 IPSSAR Scuola alberghiera Enogastronomia Uscite

Studenti
Clicca sul link per Leggere la NewsTema Maturità Esame di Stato Istituto Alberghiero Opzione Pasticceria Traccia uscita Seconda prova: Alimenti e Alimentazione M508 A.S. 2014/15 IPSSAR Scuola alberghiera
Clicca sul link per Leggere la NewsTraccia Simulazione Ministero Seconda prova Esami di Stato Alimentazione Alberghiero IPSSAR Enogastronomia 2015

Prof Insegnanti
Clicca sul link per Leggere la NewsDiscipline caratterizzanti i singoli corsi di studio sulle quali si svolgeranno le seconde prove scritte degli Esami di Stato 2014/15 Licei
Clicca sul link per Leggere la NewsDiscipline caratterizzanti i singoli corsi di studio sulle quali si svolgeranno le seconde prove scritte degli Esami di Stato 2014/15 Istituti Tecnici

Tutti
Clicca sul link per Leggere la NewsCaratteristiche WebCommunityLab
Clicca sul link per Leggere la NewsLa didattica nella WebCommunityLab

Ipssar Nembro
Clicca sul link per Leggere la NewsElezioni RSU 2006 IPSSAR Nembro: confronto con il 2003
Clicca sul link per Leggere la NewsScuola chiusa anche domani, sabato 28 gennaio'06

Dirigenti Presidi
Clicca sul link per Leggere la NewsAspetti finanziari, organizzazione, gestione laboratori tecnico pratici cucina e sala Istituti alberghieri IPSSAR >> Istituti Enogastronomia Ospitalita` Alberghiera
Clicca sul link per Leggere la NewsNuove norme in materia disciplinare Dirigenti scolastici: infrazioni, sanzioni e sospensione cautelare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n. 150

Scuole Istituti
Clicca sul link per Leggere la NewsEsami di Stato di istruzione secondaria di secondo grado Commissioni di esame Presentazione domande on line - scheda modello ES-1
Clicca sul link per Leggere la NewsAlternanza scuola lavoro nelle classi quinte degli istituti professionali e alberghieri (IPSSAR) attivate nel corrente anno scolastico 2010/11

Genitori Studenti
Clicca sul link per Leggere la NewsIscrizioni Scuole Infanzia e Scuole ogni ordine e grado per anno scolastico 12/13 Scuole secondarie superiori di secondo grado C.M. n. 110 29/12/11
Clicca sul link per Leggere la NewsIscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2011/2012 Scuole secondarie superiori di secondo grado - C.M. n. 101 30/12

ATA Amministrativi Bidelli
Clicca sul link per Leggere la NewsNuove norme in materia disciplinare Personale ATA: infrazioni, sanzioni disciplinari e sospensione cautelare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n. 150

Ultime Scuola dal Forum

Forums

posterModalità di svolgimento seconda prova Esami di Stato 2014/15
posterCompenso commissari interni su due commissioni
posterAutorizzazione utilizzo mezzo proprio Commissario Esami
posterProgrammi Ministeriali Italiano e Storia classi 1^ e 2^
posterCompenso commissari esterni non in servizio

Cerca News Scuola

Cerca News Scuola
Ricerca in:



Cerca nelle News-RSS

Cerca nei feed

Indice Downloads


-Classi 1^ (4)

--Esercitazioni di Laboratorio (2)

Materiali Didattici Classi (2)

-Classi 3^ (9)

-Istituti Professionali (4)

-Mobilità personale scuola (1)

-Software Utili (5)

-Verifiche Scritte (7)

Pubblicazioni (4)

Software Didattici (5)

-Software (1)


WebCommunityLab Mobile

WebCommunityLab di profScaglione.it è anche Mobile: le ultime 10 `News del Sito` e le ultime 10 `News della WebCommunityLab`, direttamente da cellulari, palmari e smartphone, attraverso delle pagine `leggere` create appositamente per questo scopo! Da non usare con il normale pc!
Questo è il link da digitare sul tuo Cellulare:
www.profscaglione.it/mobile

Ultimi Video Ufficiali

Count Down

Alla Fine della Scuola mancano .....
6 anni, 133 giorni, 12 ore, 14 minuti, 52 secondi fa


Post-it Mail
Hai letto una scadenza importante? Se sei un membro della Community puoi inviarti in automatico una email uno o più giorni prima con: `Post-it Mail`, servizio gratuito della WebCommunityLab!

Categoria Casuale Video Utili
Utili Webcommunitylab

Utili Webcommunitylab

Argomenti WebCommunityLab


Notizie
Vacanze
Novità
Nuovi Moduli
Nuovi Blocchi
Novità Forum
Nuovi Addon

  
 

Navigazione Ambienti WebCommunityLab

Info-Statistiche
News Scuola
Didattica & Alimentazione
Social-Community
Giochi $ Svago
Help

 


Prof Insegnanti:

C.M. n.88 del 8/11/10 prot. n. 3308 - Indicazioni istruzioni applicazione personale scuola Nuove norme in materia disciplinare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n.


Postato/Ultima modifica il: Lunedi, 7 Marzo 2011 (6:00:00)
Argomento: Normativa Scolastica
-Normativa Scolastica




C.M. n.88 del 8/11/10 prot. n. 3308 - Indicazioni e istruzioni per l’applicazione al personale della scuola delle nuove norme in materia disciplinare introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009.




facebook diggita blink it segnalo tag on del.icio.us furl it search technorati Wi Live Save to YahooMyWeb reddit this oknotizie digg this   



Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’istruzione
Ufficio IV

CIRCOLARE N. 88 Prot. n. 3308
Roma lì, 8 novembre 2010

Indicazioni e istruzioni per l’applicazione al personale della scuola delle nuove norme in materia
disciplinare introdotte dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
 
 
A) SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO pag. 2
 
B) ORGANI E PROCEDIMENTO pag. 5
1. INFRAZIONI DI MINORE GRAVITÀ pag. 6
2. UFFICIO PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI E RELATIVE COMPETENZE pag. 7
 
C) RAPPORTI TRA PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E PROCEDIMENTO PENALE pag. 9
 
D) NUOVI ILLECITI DISCIPLINARI pag. 10
 - RIFIUTO DI COLLABORARE AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO pag. 10
 - OMISSIONI E RITARDI NELL’ESERCIZIO DELL’AZIONE DISCIPLINARE; VALUTAZIONI IRRAGIONEVOLI O MANIFESTAMENTE INFONDATE pag. 11
 - LICENZIAMENTO DISCIPLINARE pag. 11
 - ASSENZE PER MALATTIA pag. 12
 - CONDANNA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AL RISARCIMENTO DEL DANNO pag. 13
 
E) NUOVA FATTISPECIE DI ILLECITO PENALE pag. 14
 
F) LA SOSPENSIONE CAUTELARE pag. 15
 - PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO pag. 16
 - PERSONALE AMMINISTRATIVO, TECNICO ED AUSILIARIO pag. 23
 - PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE pag. 23
 
 
A) SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO.

Il nuovo rapporto
tra le fonti
regolatrici della
materia
 
Le innovazioni in materia disciplinare e di responsabilità dei dipendenti riguardano
i rapporti tra le fonti regolatrici della materia, i profili procedurali, la tipologia delle
infrazioni e delle relative sanzioni.
Rimane, invece, immutata la devoluzione al giudice ordinario delle controversie
relative al procedimento e alle sanzioni, ai sensi dell’articolo 63 del decreto
legislativo n. 165 del 2001 (cfr., articolo 67 del decreto legislativo n. 150 del 2009).
La prima novità da evidenziare è il recupero da parte della fonte legale di
significativi spazi di disciplina che nel previgente ordinamento erano occupati, in
via principale, dalla fonte negoziale.
Trattasi, specificamente, degli spazi relativi a materie concernenti gli organi
competenti ad irrogare le sanzioni, le modalità di svolgimento dei relativi
procedimenti e le impugnazioni esperibili, che risultano ora dettagliatamente
regolate nel Capo V del Titolo IV del decreto legislativo in questione, da
disposizioni che, per espressa volontà del legislatore, «costituiscono norme imperative
ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile».
Viene meno, quindi, la riserva originariamente prevista dall’articolo 55 del decreto
n. 165 del 2001 a favore della contrattazione collettiva, il cui ambito, secondo quanto
dispone il nuovo testo della norma, interamente riscritto dall’articolo 68 del D.Lgsl.
n. 150 del 2009, è ora ristretto alla sola definizione della tipologia delle infrazioni
disciplinari e delle relative sanzioni (cfr., in particolare, i commi 1, 2 e 3, in
combinato disposto con il riformulato articolo 40 del D.Lgsl n. 165 del 2001).
 
L’obbligo di
pubblicità del codice
disciplinare
 
Il comma 2, del medesimo articolo 55, riformulato, dispone, inoltre, che la
pubblicazione nel sito istituzionale dell’Amministrazione del codice disciplinare,
recante l’indicazione delle infrazioni e relative sanzioni, equivale a tutti gli effetti
alla sua affissione all’ingresso della sede di lavoro. Si tratta di un profilo innovativo
non trascurabile, posto che l’inosservanza del suddetto adempimento determina
l’illegittimità della sanzione irrogata (cfr., articolo 7, legge n. 300 del 1970, Statuto
dei lavoratori). Ciò vale anche per le infrazioni e relative sanzioni applicabili al
personale docente e ATA che presta servizio nelle istituzioni scolastiche autonome;
di conseguenza il dirigente scolastico avrà cura di disporre la prescritta
pubblicazione dei relativi codici disciplinari nel sito web della scuola. Per quanto
riguarda gli insegnanti, in attesa che il relativo codice disciplinare sia definito dalla
contrattazione collettiva di comparto (di cui si dirà più diffusamente appresso), le
fattispecie sanzionatorie cui fare riferimento ai fini della predetta pubblicazione
rimangono quelle disciplinate dal decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo
unico delle norme generali sull’istruzione). Per quanto riguarda i dirigenti scolastici,
la pubblicazione del relativo codice disciplinare nel sito web dell’Ufficio scolastico
regionale è disposta dal direttore generale competente.
 
Divieto di
istituire con il
CCNL procedure
di impugnazione
 
Il successivo comma 3, poi, restringe ulteriormente l’operatività della fonte
negoziale vietando alla contrattazione collettiva di istituire procedure di
impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Il legislatore, però, fa salva la
 
possibilità di disciplinare mediante i contratti collettivi «procedure di conciliazione
non obbligatoria», purchè fuori dai casi per i quali è prevista la sanzione del
licenziamento. Tali procedure devono concludersi entro un termine non superiore a
trenta giorni dalla contestazione dell'addebito e, comunque, prima dell'irrogazione
della sanzione. La sanzione, concordemente determinata, non può essere di specie
diversa da quella prevista dalla legge o dal contratto collettivo per l'infrazione per la
quale si procede e non è soggetta ad impugnazione.
 
Ammissibilità, entro
precisi limiti, di
procedure
conciliative non
obbligatorie
 
I termini del procedimento disciplinare restano sospesi dalla data di apertura della
procedura conciliativa e riprendono a decorrere nel caso di conclusione della stessa
con esito negativo. Il contratto collettivo definisce gli atti della procedura che ne
determinano l'inizio e la definizione.
 
No a impugnazioni
innanzi a collegi
arbitrali di disciplina
 
A tale riguardo, si deve anche evidenziare che dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo n. 150 del 2009 (15 novembre 2009) non è ammessa, a pena di
nullità, l'impugnazione di sanzioni disciplinari dinanzi ai collegi arbitrali di
disciplina. I procedimenti pendenti dinanzi ai predetti collegi devono essere definiti
entro il termine di sessanta giorni decorrente dalla medesima data, a pena di nullità
dei relativi atti (cfr., il comma 1 dell’articolo 73 del decreto legislativo n. 150 del
2009).
 
Conseguenze della
riforma sul
personale docente:
il venir meno delle
funzioni dei
Consigli di
disciplina
 
Per quel che concerne il settore scolastico, e specificamente i procedimenti
sanzionatori nei confronti del personale docente, per effetto di quanto disposto
dall’articolo 72 della novella, sono espressamente abrogati gli articoli da 502 a 507
del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo unico delle norme generali
sull’istruzione), i quali disciplinavano, com’è noto, le funzioni attribuite in materia
ai consigli di disciplina operanti presso il Consiglio Nazionale della Pubblica
Istruzione e i Consigli Scolastici Provinciali.
Inoltre, nel nuovo testo dell’articolo 55, sopra richiamato, non è più contemplata la
deroga di cui all’originario comma 10, che rinviava al momento del riordino degli
organi collegiali della scuola, la piena contrattualizzazione della materia disciplinare
per il personale docente.
 
Temporanea validità
delle infrazioni e
relative sanzioni
previste dal T.U.
Scuola
 
Va, poi, precisato che nell’ambito della disciplina transitoria dettata dal decreto
legislativo n. 150 del 2009, l’articolo 73 prevede l’ulteriore applicabilità delle
disposizioni di legge previgenti riguardanti «singole amministrazioni e recanti
fattispecie sanzionatorie specificamente concernenti i rapporti di lavoro di cui all’articolo 2,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165», a condizione però che le stesse
siano «non incompatibili» con le nuove e, comunque, non oltre «il primo rinnovo del
contratto collettivo di settore successivo alla data di entrata in vigore del decreto».
Per quanto qui interessa, stando alla lettera della norma, che fa esplicito riferimento
alle «fattispecie sanzionatorie», rimangono applicabili, fino al primo rinnovo del
CCNL di Comparto successivo all’entrata in vigore della riforma, esclusivamente le
disposizioni contenute negli articoli da 492 a 501 (docenti a tempo indeterminato) e
da 535 a 537 (docenti a tempo determinato) del citato decreto legislativo n. 297 del
1994, e non anche quelle riguardanti gli organi, i procedimenti e le impugnazioni.
 
Personale docente
non di ruolo:
disciplina applicabile
 
Va, tuttavia, sottolineato che le sanzioni speciali previste per il personale docente
non di ruolo dall’articolo 535 del D.Lgsl. n. 297 del 1994 (ammonizione, censura,
sospensione dalla retribuzione fino a un mese, sospensione dalla retribuzione e
 
dall’insegnamento da un mese ad un anno, esclusione dall’insegnamento da un
mese a un anno, esclusione definitiva dall’insegnamento) devono intendersi
sostituite da quelle previste per il personale di ruolo dall’art. 492 (avvertimento
scritto, censura, sospensione dall’insegnamento fino a un mese, sospensione
dall’insegnamento da uno a sei mesi, destituzione).
Ciò per effetto del combinato disposto degli articoli 55 e 69 del D.Lgsl. n. 165 del
2001, pre riforma, e dell’articolo 91 del CCNL, Comparto Scuola, 2006/2009.
Se da un lato, infatti, il vecchio testo dell’articolo 55, citato, conteneva una
disposizione derogatoria che salvava dalla contrattualizzazione soltanto le norme
procedimentali in materia disciplinare di cui agli articoli da 502 a 507 del D.Lgsl. n.
297 del 1994, oggi abrogate - salvataggio poi ampliato dalla contrattazione collettiva
a tutte le disposizioni del capo IV (articoli da 492 a 501) - in generale il primo comma
dell’articolo 69, citato, tutt’ora vigente, ha reso inapplicabili a seguito della
stipulazione dei contratti del quadriennio 1994-1997, in relazione ai soggetti e alle
materie dagli stessi contemplati, «le norme generali e speciali del pubblico impiego»,
vigenti alla data del 13 gennaio 1994. Queste ultime cessano in ogni caso di produrre
effetti dal momento della sottoscrizione, per ciascun ambito di riferimento, dei
contratti collettivi del quadriennio 1998/2001.
Di conseguenza, gli artt. da 537 a 549 del D.Lgs. n 297/1994, meramente ricognitivi
di disposizioni legislative che, anteriormente alla data sopra citata, disciplinavano
sanzioni, organi e procedimento disciplinare nei confronti del personale docente a
tempo determinato, non potevano ritenersi “salvati” dalla privatizzazione, non
essendo stati presi in considerazione né dal vecchio testo dell’art. 55 del D.Lgs. n.
165 del 2001 (che richiamava articolo per articolo le norme salvaguardate dalla
contrattualizzazione), né dal citato articolo 91 del CCNL, Comparto Scuola, 2006-
2009 (che salvaguardava dalla contrattualizzazione il Capo IV del D.Lgs. n. 297 del
1994 dedicato alla disciplina del personale di ruolo).
Si deve, infine, precisare che il venir meno della sanzione dell’esclusione
dall’insegnamento, originariamente prevista dall’articolo 535, comma 1, nn. 5 e 6,
citato, non impedisce all’Amministrazione di conseguire gli stessi effetti disciplinati
dall’articolo 537 (esclusione dalle graduatorie per l’assunzione in ruolo e per le
supplenze). Infatti, con riguardo ai requisiti di accesso all’impiego pubblico, la
normativa generale di riferimento contenuta nel D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487,
prevede all’articolo 2 che non possano accedere, fra gli altri, «coloro che siano stati
destituiti o dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente
insufficiente rendimento, ovvero siano stati dichiarati decaduti da un impiego statale, ai
sensi dell'articolo 127, primo comma, lettera d), del testo unico delle disposizioni concernenti
lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3». Ne
consegue che il docente a tempo determinato che incorresse nella sanzione
disciplinare della destituzione (che costituisce al di là del nomen iuris licenziamento
disciplinare) vedrebbe preclusa la possibilità di partecipare alla procedura selettiva
per l’assunzione a tempo indeterminato o determinato, non diversamente da colui
che sia incorso nella sanzione dell’esclusione dall’insegnamento.
Con riguardo, invece, al personale ATA e alla dirigenza scolastica, le infrazioni
disciplinari e le relative sanzioni rimangono quelle regolate dai rispettivi contratti
collettivi nazionali di lavoro.
 
Indicazioni per
l’applicazione delle
nuove norme nella
fase transitoria:
Circolare 9/2009 del
Dipartimento per la
Funzione pubblica
 
Inoltre, sempre sotto il profilo del diritto intertemporale, si richiama l’attenzione di
codesti Uffici sulla circostanza che il Dipartimento della funzione Pubblica con la
circolare n. 9 del 27 novembre 2009 ha chiarito che le nuove disposizioni procedurali
si applicano a tutti i fatti rilevanti la cui notizia sia stata acquisita dal dirigente
responsabile della struttura, ovvero dal competente ufficio per i procedimenti
disciplinari, cioè dall’organo dell’amministrazione deputato a promuovere la
relativa azione, dopo l’entrata in vigore della riforma.
La medesima circolare ha anche precisato, per quanto riguarda la disciplina
sostanziale relativa ad infrazioni e sanzioni, che, in virtù del principio di legalità, le
nuove fattispecie disciplinari e penali, con le correlate sanzioni e pene, non possono
trovare applicazione con riguardo a fatti che si sono verificati prima dell’entrata in
vigore del decreto legislativo di cui trattasi, in quanto più sfavorevoli all’incolpato.
Quindi, anche nell’ipotesi in cui si sia avuta notizia dopo l’entrata in vigore delle
nuove norme di fatti commessi prima di tale momento, per gli aspetti sostanziali
l’Amministrazione deve comunque far riferimento alla normativa contrattuale e
legislativa previgente, anche se, per gli aspetti procedurali, come già precisato, deve
in ogni caso trovare applicazione il regime previsto dalla riforma.
Se si riepiloga quanto sopra puntualizzato a proposito della disciplina applicabile al
personale docente, risulta che l’assetto prefigurato dal legislatore è il seguente:
a) la disciplina sostanziale relativa ad infrazioni e sanzioni rimane quella
prevista dagli articoli da 492 a 501 (docenti a tempo indeterminato e determinato)
del D.Lgsl. 297/94, fino al prossimo rinnovo contrattuale;
b) tale disciplina è ancora applicabile:
- alle infrazioni di cui l’amministrazione abbia avuto notizia prima dell’entrata in
vigore del decreto legislativo n. 150 del 2009 (e, dunque, ai procedimenti in corso),
da parte degli organi allora competenti e secondo l’impianto procedurale
precedente;
- alle infrazioni di cui l’amministrazione abbia avuto notizia dopo l’entrata in vigore
della riforma e fino alla scadenza indicata al punto a), ma in tali casi gli organi
competenti e le procedure sono regolate dalle nuove disposizioni;
c) in quest’ultima ipotesi, e ovviamente a regime, viene meno la competenza
degli organi collegiali (Consigli di disciplina) sopra richiamati.
 
B) ORGANI E PROCEDIMENTO
 
Per quanto concerne gli organi, le forme e i termini del procedimento
disciplinare, la relativa disciplina è ora dettata dagli articoli 55-bis e 55-ter del
decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotti ex novo dall’art. 69 del decreto
legislativo 150 del 2009.
In sintesi, le norme succitate prevedono quanto segue.
 
Ampliamento dei
poteri e delle
responsabilità
dirigenziali
 
1. Infrazioni di minore gravità.
Per le infrazioni di minore gravità, punite con sanzioni superiori al rimprovero
verbale e inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per
più di dieci giorni, l’autorità disciplinare competente è individuata nel responsabile,
con qualifica dirigenziale, della struttura in cui il dipendente lavora anche se in
posizione di comando o fuori ruolo. In questi casi, il dirigente, quando ha notizia
dell’illecito disciplinare, «senza indugio» e comunque non oltre venti giorni dal
ricevimento della stessa, deve contestare per iscritto l’addebito al dipendente e
convocarlo, con un preavviso di almeno dieci giorni, per il contraddittorio a sua
difesa, con l'eventuale assistenza di un procuratore o di un rappresentante
dell'associazione sindacale cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato. Entro il
termine fissato, il dipendente convocato, se non intende presentarsi, può inviare una
memoria scritta o, in caso di grave ed oggettivo impedimento, formulare motivata
istanza di rinvio del termine per l'esercizio della sua difesa. Dopo l'espletamento
dell'eventuale ulteriore attività istruttoria, il responsabile della struttura conclude
il procedimento, con l'atto di archiviazione o di irrogazione della sanzione, entro
sessanta giorni dalla contestazione dell'addebito. In caso di differimento superiore
a dieci giorni del termine a difesa, per impedimento del dipendente, il termine per la
conclusione del procedimento è prorogato in misura corrispondente. Il differimento
può essere disposto per una sola volta nel corso del procedimento. La mancata
osservanza dei termini sopra richiamati comporta, per l'Amministrazione, la
decadenza dall'azione disciplinare e, per il dipendente, dall'esercizio del diritto di
difesa (cfr., commi 1 e 2 dell’articolo 55-bis, sopra citato).
 
Organi e competenze:
personale docente
 
Per il personale docente, a tempo indeterminato e determinato, l’organo competente
a gestire i procedimenti sopra descritti è il dirigente dell’istituzione scolastica presso
cui l’insegnante presta servizio. Le infrazioni e le relative sanzioni che rientrano
nell’ambito applicativo delle disposizioni di cui trattasi, sono, fino all’entrata in
vigore del prossimo CCNL di comparto, quelle disciplinate dagli articoli 492
(avvertimento scritto), 493 (censura) e 494 (sospensione dall’insegnamento fino a un
massimo di dieci giorni, con la perdita del trattamento economico ordinario, salvo
quanto disposto dall'articolo 497) del decreto legislativo n. 297 del 1994, già citato.
Con riferimento alla sospensione dall’insegnamento fino a un massimo di dieci
giorni, la valutazione circa l’entità della sanzione da applicare in rapporto alla
gravità dell’infrazione commessa deve essere compiuta dal dirigente scolastico ex
ante. Qualora vi sia incertezza circa l’inquadramento della fattispecie concreta come
comportamento sanzionabile con la predetta tipologia di sospensione, gli atti
devono essere trasmessi all’ufficio per i procedimenti disciplinari nei tempi e con le
modalità illustrati nel punto 2 del presente paragrafo.
 
Libertà di
insegnamento e
autonomia della
funzione docente
 
Il dirigente scolastico deve in ogni caso assicurare che l’esercizio del potere
disciplinare sia effettivamente rivolto alla repressione di condotte antidoverose
dell’insegnante e non a sindacare, neppure indirettamente, l’autonomia della
funzione docente.
 
Personale ATA
 
Per il personale ATA, il dirigente dell’istituzione scolastica presso cui il dipendente
presta servizio è, altresì, responsabile della gestione dei procedimenti relativi alle
 
sanzioni previste dall’articolo 93, lettere da b) a d), del CCNL, Comparto scuola,
2006-2009.
 
Scuole rette da presidi
e direttori didattici
incaricati
 
Come si dirà più diffusamente al punto 2 del presente paragrafo, nel caso in cui
l’istituzione scolastica sia affidata, con apposito incarico annuale, a personale
appartenente al ruolo docente (già presidi incaricati), la competenza ad esercitare il
potere disciplinare per le infrazioni di cui trattasi appartiene all’ufficio per i
procedimenti disciplinari.
 
Dirigenti scolastici
 
Per i dirigenti scolastici, l’esercizio del potere disciplinare spetta al direttore
generale dell’Ufficio scolastico regionale competente. Le sanzioni applicabili alle
infrazioni di cui trattasi sono disciplinate dalle disposizioni del Titolo VI del CCNL
15 luglio 2010, personale dirigente dell’Area V.
2. Ufficio per i procedimenti disciplinari e relative competenze.
Qualora il responsabile della struttura non abbia la qualifica dirigenziale o nel caso
in cui il responsabile abbia tale qualifica, ma la sanzione da applicare sia più grave
della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni,
gli atti sono trasmessi, entro cinque giorni dalla notizia del fatto, all'ufficio per i
procedimenti disciplinari individuato ai sensi del comma 4, dell’articolo 55-bis
citato, dandone contestuale comunicazione all'interessato (cfr., commi 1 e 3
dell’articolo 55-bis, sopra citato).
Vale la pena ribadire che rientra nella prima ipotesi (responsabile della struttura
privo di qualifica dirigenziale) anche il caso dell’istituzione scolastica affidata, con
apposito incarico annuale, a personale appartenente al ruolo docente (vedi sopra).
L’ufficio per i procedimenti disciplinari contesta l'addebito al dipendente, lo
convoca per il contraddittorio a sua difesa, istruisce e conclude il procedimento, ma,
se la sanzione da applicare è più grave della sospensione dal servizio con privazione
della retribuzione fino a dieci giorni, tutti i termini indicati al punto 1 (non oltre
venti giorni dalla notizia del fatto per la contestazione degli addebiti; preavviso di
almeno dieci giorni per la convocazione del dipendente al contraddittorio; sessanta
giorni dalla contestazione per concludere il procedimento) si raddoppiano (salva
l'eventuale sospensione in pendenza di procedimento penale, di cui si dirà più
avanti).
Il termine per la contestazione dell'addebito decorre dalla data di ricezione degli atti
trasmessi o dalla data nella quale l'ufficio ha altrimenti acquisito notizia
dell'infrazione, mentre il termine a quo per la conclusione del procedimento resta
comunque fissato alla data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione,
anche se tale notizia sia stata acquisita dal responsabile della struttura in cui il
dipendente lavora. La inosservanza dei suddetti termini comporta, per
l'amministrazione, la decadenza dall'azione disciplinare e, per il dipendente,
dall'esercizio del diritto di difesa (cfr., il comma 4 dell’articolo 55-bis, sopra citato).
 
Ufficio competente:
criteri di
individuazione e
titolarità
 
Le competenze inderogabilmente attribuite dalla norma in esame all’ufficio per i
procedimenti disciplinari sono esercitate dagli uffici di livello dirigenziale non
generale presso cui si trova attualmente allocata la funzione disciplinare ai sensi
 
delle disposizioni organizzative dettate dai Decreti ministeriali emanati in data 29
dicembre 2009, in attuazione del D.P.R. 19 gennaio 2009, n. 17.
Le SS.LL., nel rispetto della norma di cui trattasi e, più in generale, dei principi che
informano il nuovo sistema disciplinare, avranno cura di attribuire la titolarità dei
predetti uffici esclusivamente a personale munito di qualifica dirigenziale.
In relazione ai docenti, di ruolo e a tempo determinato, la trasmissione degli atti,
entro 5 giorni dalla notizia del fatto, all’ufficio per i procedimenti disciplinari, è
effettuata a cura del dirigente (o del preside o direttore didattico incaricato)
dell’istituzione scolastica presso cui l’insegnante presta servizio, quando la condotta
rilevante sul piano disciplinare integra infrazioni punibili con una sanzione
compresa tra la sospensione dall’insegnamento per un periodo superiore a dieci
giorni e la destituzione (cfr. articoli da 494 a 498 del decreto legislativo n. 297 del
1994, citato).
 
Libertà di
insegnamento e
autonomia della
funzione docente
 
Come prima evidenziato, la riforma ha abrogato espressamente gli organismi
collegiali (collegi di disciplina) previsti dal decreto legislativo n. 297 del 1994. Al
riguardo, si richiama la particolare attenzione delle SS.LL. sulla necessità di
assicurare, da parte dei competenti uffici, che l’esercizio del potere disciplinare sia
effettivamente rivolto alla repressione di condotte antidoverose e non a sindacare,
neppure indirettamente, l’autonomia della funzione docente.
Quanto al personale ATA, il predetto adempimento (trasmissione degli atti
all’U.P.D.) grava sul medesimo dirigente scolastico, quando la condotta rilevante sul
piano disciplinare integra infrazioni punibili con una sanzione compresa tra la
sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per un periodo superiore
a dieci giorni e il licenziamento senza preavviso (cfr. articolo 93, lettere e ed f, del
CCNL, Comparto scuola, 2006-2009).
 
Sanzioni ai dirigenti
scolastici:
il ruolo dei direttori
generali degli
UU.SS.RR..
 
In relazione ai dirigenti scolastici, l’ufficio per i procedimenti disciplinari,
individuato per il tramite dei Decreti ministeriali sopra richiamati, è competente a
svolgere l’istruttoria in ordine alle condotte che integrano infrazioni punibili con
una sanzione compresa tra la sospensione dal servizio con privazione della
retribuzione per un periodo superiore a dieci giorni e il licenziamento senza
preavviso. Tali infrazioni sono disciplinate dalle disposizioni del Titolo VI del
CCNL 15 luglio 2010, personale dirigente dell’Area V. La competenza ad adottare i
provvedimenti conclusivi spetta unicamente ai direttori generali degli Uffici
scolastici regionali.
 
Sospensione
cautelare:
rinvio
 
Per quanto concerne l’adozione nei confronti del personale scolastico dei
provvedimenti di sospensione cautelare connessi a procedimenti penali e/o a
procedimenti disciplinari pendenti si rinvia alle indicazioni applicative formulate
nel paragrafo F) della presente circolare.
 
C) RAPPORTI TRA PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E PROCEDIMENTO
PENALE.

Continua il
procedimento
disciplinare anche se
concomitante con
quello penale
 
Significative innovazioni riguardano la disciplina dei rapporti tra il procedimento
disciplinare e il procedimento penale. Infatti, diversamente da quanto previsto nel
previgente sistema, il procedimento disciplinare che abbia ad oggetto, in tutto o in
parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziaria, è proseguito e
concluso anche in pendenza del procedimento penale. Viene meno, così, il
principio della c.d. pregiudizialità penale sia per le infrazioni di minore gravità,
di cui al punto 1, sia per quelle di maggiore gravità, di cui al punto 2.
 
Sospensione ammessa
solo in casi
eccezionali
 
Unica eccezione, relativamente alle infrazioni di maggiore gravità, riguarda le
ipotesi in cui gli accertamenti da compiere sono caratterizzati da particolare
complessità, da motivare adeguatamente, o quando l’ufficio per i procedimenti
disciplinari all'esito dell'istruttoria non disponga di elementi sufficienti a motivare
l'irrogazione della sanzione.
 
Ammessa la
sospensione
cautelativa del
dipendente
 
È fatta, in ogni caso, salva la possibilità di adottare la sospensione o altre misure
cautelari nei confronti del dipendente (si veda il comma 1 dell’articolo 55-ter, sopra
citato, e, più diffusamente, il paragrafo F della presente circolare).
Al fine, poi, di evitare eventuali contrasti fra gli esiti dei due accertamenti, il
legislatore ha previsto che il procedimento disciplinare non sospeso possa essere
riaperto dall’Amministrazione quando:
 
Riapertura del
procedimento
disciplinare non
sospeso
 
- si concluda con l'irrogazione di una sanzione e, successivamente, il procedimento
penale venga definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosca
che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o
che il dipendente medesimo non lo ha commesso. In questo caso, l'autorità
competente, ad istanza di parte, da proporre entro il termine di decadenza di sei
mesi dall'irrevocabilità della pronuncia penale, riapre il procedimento disciplinare
per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione all'esito del giudizio
penale (cfr., il commi 2 dell’articolo 55-ter, citato);
- si concluda con l'archiviazione ed il processo penale con una sentenza irrevocabile
di condanna. In tale ipotesi, l'autorità competente riapre il procedimento
disciplinare per adeguare le determinazioni conclusive all'esito del giudizio penale
(cfr., il comma 3 dell’articolo 55-ter, citato);
- dalla sentenza irrevocabile di condanna risulti che il fatto addebitabile al
dipendente in sede disciplinare comporta la sanzione del licenziamento, mentre ne è
stata applicata una diversa (cfr., il comma 3 dell’articolo 55-ter, citato).
 
Modalità di riapertura
o ripresa del
procedimento
disciplinare non
sospeso o sospeso
 
Quanto alle modalità procedurali, la norma in esame prevede che la ripresa o la
riapertura del procedimento disciplinare avvengano entro sessanta giorni dalla
comunicazione della sentenza all'Amministrazione di appartenenza del lavoratore o
dalla presentazione dell'istanza di riapertura e sia concluso entro centottanta giorni
dalla ripresa o dalla riapertura.
La ripresa o la riapertura devono avvenire mediante il rinnovo della contestazione
dell'addebito da parte dell'autorità disciplinare competente ed il procedimento
 
prosegue secondo le modalità previste nel citato articolo 55-bis, richiamate al
paragrafo B).
L’articolo richiamato prevede, poi, che, ai fini delle determinazioni conclusive,
l'autorità procedente applichi le disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del
codice di procedura penale, le quali dispongono, rispettivamente, che, nel
procedimento disciplinare ripreso o riaperto:
- la sentenza penale irrevocabile di assoluzione ha efficacia di giudicato quanto
all’accertamento che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale;
- la sentenza irrevocabile di condanna ha efficacia di giudicato quanto
all’accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e
all’affermazione che l’imputato lo ha commesso.
 
Nuove regole per la
comunicazione della
sentenza penale
all’Amministrazione
 
Infine, si deve considerare che l’articolo 70 del decreto legislativo n. 150 del 2009,
aggiunge dopo l'articolo 154-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271,
l’articolo 154-ter, secondo cui «la cancelleria del giudice che ha pronunciato sentenza
penale nei confronti di un lavoratore dipendente di un'amministrazione pubblica ne
comunica il dispositivo all'amministrazione di appartenenza e, su richiesta di questa,
trasmette copia integrale del provvedimento. La comunicazione e la trasmissione sono
effettuate con modalità telematiche, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, entro
trenta giorni dalla data del deposito».
 
D) NUOVI ILLECITI DISCIPLINARI

Applicabilità anche
ai dirigenti scolastici
 
La riforma ha introdotto nuove ipotesi di illecito disciplinare sanzionate ex
lege, in aggiunta alle infrazioni e alle relative sanzioni previste dai contratti collettivi
nazionali di lavoro, sulle quali è opportuno richiamare la particolare attenzione
delle SS.LL..
Rifiuto di collaborare al procedimento disciplinare senza giustificato motivo.
Il comma 7 dell’articolo 55-bis, citato, dispone che «il lavoratore dipendente o il
dirigente, appartenente alla stessa amministrazione pubblica dell'incolpato o ad una diversa,
che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un
procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo, la collaborazione
richiesta dall'autorità disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni false o reticenti, è
soggetto all'applicazione, da parte dell'amministrazione di appartenenza, della sanzione
disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata
alla gravità dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici giorni».
 
Omissioni e ritardi nell’esercizio dell’azione disciplinare; valutazioni
irragionevoli o manifestamente infondate.
Il comma 3 del nuovo articolo 55-sexies, del decreto legislativo n. 165 del 2001,
introdotto dall’articolo 69 del decreto legislativo n. 150 del 2009, dispone che «il
mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo,
senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni
sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in
relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti
responsabili aventi qualifica dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della
sospensione dal servizio con privazione della retribuzione in proporzione alla gravità
dell'infrazione non perseguita, fino ad un massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni
sanzionabili con il licenziamento, ed altresì la mancata attribuzione della retribuzione di
risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo della durata della
sospensione. Ai soggetti non aventi qualifica dirigenziale si applica la predetta sanzione della
sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, ove non diversamente stabilito dal
contratto collettivo».
L’articolo 55 citato, limitatamente alle infrazioni disciplinari richiamate ai punti
precedenti, prevede, al comma 4, che quando le stesse sono ascrivibili al dirigente,
fermo quanto previsto nell'articolo 21 del decreto legislativo n. 165 del 2001, si
applicano, ove non diversamente stabilito dal contratto collettivo, le disposizioni di
cui al comma 4 del predetto articolo 55-bis, citato, «ma le determinazioni conclusive del
procedimento sono adottate dal dirigente generale o titolare di incarico conferito ai sensi
dell'articolo 19, comma 3».
 
Competenza esclusiva
del direttore generale
dell’USR
 
È utile ricordare che nei confronti dei dirigenti scolastici quest’ultima regola
procedurale, che fissa in capo all’organo di vertice dell’Amministrazione la
competenza ad irrogare le richiamate specifiche sanzioni, opera in via generale per
tutte le tipologie di infrazioni gravi agli stessi riferibili (cfr., le indicazioni fornite al
paragrafo B).
Licenziamento disciplinare.
L’articolo 55-quater del decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto ex novo
dall’articolo 69 del decreto legislativo n. 150 del 2009, disciplina una serie di
infrazioni per la commissione delle quali è prevista l’irrogazione della sanzione
espulsiva del licenziamento disciplinare. Si riportano di seguito le singole
fattispecie, applicabili nei confronti di tutte le categorie di dipendenti, ivi compreso
il personale scolastico:
a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di
rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione
dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta
falsamente uno stato di malattia;
b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non
continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette
giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso
di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione;
Competenza esclusiva
del direttore generale
dell’USR
 
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per
motivate esigenze di servizio;
d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione
dell'instaurazione del rapporto di lavoro o di progressioni di carriera;
e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o
minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale
altrui;
f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l'interdizione
perpetua dai pubblici uffici o l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di
lavoro;
Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione
lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale
l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e
contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni
pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo è dovuto alla
reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da
norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e
provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di
comportamento di cui all'articolo 54 del decreto legislativo n. 165 del 2001 (cfr., il
comma 2 dell’articolo in questione).
 
Limiti
all’applicabilità
dell’infrazione ai
docenti
 
Nelle more della definizione, attraverso l’apposito strumento previsto dall’articolo
74, comma 4, del decreto legislativo n. 150 del 2009 (decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, adottato di concerto con i Ministri dell’istruzione, università
e ricerca e dell’Economia e finanze), dei limiti e delle modalità di applicazione del
sistema di valutazione delle performance e di riconoscimento della premialità
disciplinato nei Titoli II e III del medesimo decreto legislativo, continua ad
applicarsi nei confronti del personale docente ed educativo, l’istituto della dispensa
dal servizio per «incapacità o persistente insufficiente rendimento», disciplinato
dall’articolo 512 del decreto legislativo n. 297 del 1994.
Nei casi di cui alle lettere a), d), e) ed f), di cui sopra, il licenziamento è comminato
senza preavviso.
Assenze per malattia.
Per quanto attiene alle assenze per malattia, l’articolo 55-septies, introdotto ex novo
dall’articolo 69 del decreto legislativo n. 150 del 2009, individua nuove modalità di
controllo che prevedono una certificazione medica rilasciata da una struttura
sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il SSN, per le assenze
superiori a 10 giorni e dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare. Il medico
o la struttura sanitaria sono inoltre tenuti a trasmettere il certificato medico all’INPS
per via telematica, ai fini dell’attivazione dei controlli nei confronti del dipendente.
L'inosservanza di tale obbligo costituisce illecito disciplinare e, in caso di
reiterazione, comporta l'applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per i
 
medici in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza
dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.
L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del
dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze
funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le
quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, sono stabilite con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
 
Responsabilità del
dirigente per
inosservanza delle
norme sui controlli
 
Il comma 6, dell’articolo 55-septies, citato, prevede, infine, che «il responsabile della
struttura in cui il dipendente lavora nonché il dirigente eventualmente preposto
all'amministrazione generale del personale, secondo le rispettive competenze, curano
l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o
contrastare, nell'interesse della funzionalità dell'ufficio, le condotte assenteistiche. Si
applicano, al riguardo, le disposizioni degli articoli 21 e 55-sexies, comma 3».
 
Condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno.
 
Conseguenze
disciplinari
 
A norma del già citato articolo 55-sexies, la violazione, da parte del dipendente,
degli obblighi legati alla prestazione lavorativa - stabiliti da norme legislative o
regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti o provvedimenti
dell’amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui
all’articolo 54 - alla quale consegua la condanna della pubblica amministrazione al
risarcimento del danno, comporta l’applicazione nei suoi confronti, ove già non
ricorrano i presupposti per l’irrogazione di un’altra sanzione disciplinare, della
sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 3 giorni a 3 mesi, in
proporzione dell’entità del risarcimento (cfr., il comma 1 dell’articolo in questione).
Fuori da questi casi, il lavoratore, quando cagiona grave danno al normale
funzionamento dell'ufficio di appartenenza, per inefficienza o incompetenza
professionale accertate dall'Amministrazione ai sensi delle disposizioni
legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle
amministrazioni pubbliche, è collocato in disponibilità, all'esito del procedimento
disciplinare che accerta tale responsabilità, con conseguente applicazione nei suoi
confronti delle disposizioni di cui all'articolo 33, comma 8, e all'articolo 34, commi 1,
2, 3 e 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il provvedimento che definisce il
giudizio disciplinare stabilisce anche le mansioni e la qualifica per le quali può
avvenire l'eventuale ricollocamento. Durante il periodo nel quale è collocato in
disponibilità, il lavoratore non ha diritto di percepire aumenti retributivi
sopravvenuti (cfr., il comma 2 dell’articolo in questione).
Con riferimento a quest’ultima fattispecie, si richiama quanto detto sopra (pag. 12) a
proposito del licenziamento disciplinare con preavviso per insufficiente rendimento.
 
Libertà di
insegnamento e
autonomia della
funzione docente
 
Richiamando quanto già sottolineato più volte, gli organi disciplinari competenti,
qualora le condotte integranti le nuove fattispecie di illecito siano riferibili agli
insegnanti, devono assicurare che l’esercizio del relativo potere sia effettivamente
rivolto alla repressione di comportamenti antidoverosi e non a sindacare, neppure
indirettamente, l’autonomia della funzione docente.
 
Responsabilità civile
del dirigente: limiti
 
Il legislatore, infine, ha previsto che la eventuale responsabilità civile del dirigente
conseguente al non corretto esercizio dell’azione disciplinare, sia limitata, in
conformità ai principi generali, ai soli casi di dolo e colpa grave (cfr., il comma 4,
dell’ articolo 55 sexies, citato).
 
E) NUOVA FATTISPECIE DI ILLECITO PENALE

Falsa attestazione
della presenza in
servizio
 
L’articolo 55-quinques del decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto ex novo
dall’articolo 69 del decreto legislativo n. 150 del 2009, disciplina una ipotesi di reato
specifica per il dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente
la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento
della presenza o con altre modalità fraudolente, o giustifica l'assenza dal servizio
mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di
malattia. Le sanzioni previste sono la reclusione da uno a cinque anni e la multa da
euro 400 ad euro 1.600. Le medesime pene si applicano al medico e a chiunque altro
concorra nella commissione del delitto.
In questi casi, il lavoratore, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le relative
sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto
a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione,
nonché il danno all'immagine subiti dall'Amministrazione.
La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto di cui
al comma 1 comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della radiazione
dall'albo ed altresì, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se
convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o
la decadenza dalla convenzione. Le medesime sanzioni disciplinari si applicano se il
medico, in relazione all'assenza dal servizio, rilascia certificazioni che attestino dati
clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati.
 
Principio di legalità e
regime transitorio
 
Richiamando quando detto più sopra a proposito delle questioni attinenti
all’applicazione della riforma nel regime transitorio, è opportuno ribadire che in
ossequio al principio di legalità le nuove previsioni di illecito disciplinare e penale,
di cui ai paragrafi C) e D), non possono essere applicate a condotte verificatesi
anteriormente alla loro entrata in vigore.
Tuttavia, nel caso in cui la notizia di fatti corrispondenti a queste ultime condotte sia
stata acquisita dopo tale momento, l’amministrazione sarà comunque tenuta ad
osservare le regole procedurali dettate dal decreto legislativo n. 150 del 2009, anche
se, per i profili sostanziali, continuerà a fare riferimento alla disciplina previgente.
Pertanto, nell’ipotesi considerata, la sanzione sarà applicata dai nuovi organi con le
modalità procedimentali introdotte dalla riforma, ma le singole fattispecie concrete
dovranno essere inquadrate entro le previsioni astratte di illecito disciplinare
rinvenibili nella normativa contrattuale, per il personale ATA e i dirigenti scolastici,
 
o legislativa antecedente, per il personale docente di ruolo e a tempo determinato
(cfr., la Circolare n. 9 del 27 novembre 2009, Dipartimento funzione pubblica, già
citata a pag. 3).
 
F) LA SOSPENSIONE CAUTELARE
 
Il decreto legislativo n. 150 del 2009 nulla dispone in ordine alla sospensione
cautelare del lavoratore prima che sia iniziato o esaurito il procedimento
disciplinare.
Nel silenzio del legislatore è da ritenere che occorre continuare a fare riferimento
alla disciplina previgente, concernente i presupposti in presenza dei quali può
essere assunta la predetta misura e le modalità procedurali da seguire a garanzia del
lavoratore.
Ed, invero, ad orientare in tal senso concorre anche una indicazione testuale
proveniente dall’articolo 69, che, introducendo nel decreto legislativo n. 165 del
2001 il nuovo regime dei rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento
penale (di cui all’articolo 55-ter), fa salva la possibilità di adottare la sospensione o
altri strumenti cautelari nei confronti del dipendente.
 
Sospensione cautelare
e correlazione con il
principio di buon
andamento
 
Ma anche in assenza del suddetto esplicito richiamo, la necessità di ricorrere
all’attivazione di rimedi cautelari che, in presenza di fattori gravi e non
procrastinabili, consentano il ripristino immediato delle condizioni di normalità e
serenità dell’ambiente lavorativo, è insita al sistema, in quanto funzionale al rispetto
del principio costituzionale del buon andamento.
Pertanto, le fattispecie di sospensione cautelare continuano ad essere disciplinate
dalle norme specifiche, applicabili a tutti i dipendenti pubblici, contenute nelle leggi
antecedenti alla riforma e dai contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti per i
singoli comparti, le cui disposizioni, com’è noto, fatta eccezione per il personale
docente della scuola (di cui si dirà appresso), hanno sostituito quelle di cui agli
articoli 91-99 del Testo unico degli impiegati civili dello Stato, emanato con il
decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.
Più precisamente, le norme cui fare riferimento sono le seguenti:
- articolo 97 del CCNL 29 novembre 2007, comparto Scuola, per il personale
ATA;
- gli artt. 17, 18 e 19, CCNL del 15 luglio 2010, personale dirigente dell’Area V,
per i dirigenti scolastici.
Un discorso a parte, si diceva, deve essere fatto con riferimento al personale docente
ed educativo della scuola, per il quale occorre necessariamente partire da una
ricostruzione sintetica del regime precedente. Si procederà, pertanto, a una
trattazione separata per ciascuna categoria di personale della scuola.
 
Personale docente ed educativo.
 
Regime giuridico ante
riforma
 
Nei confronti di detto personale, stante il rinvio della contrattualizzazione dei profili
disciplinari del relativo rapporto di lavoro, di cui si è già parlato (v., paragrafo A), la
materia in questione era disciplinata dagli articoli 91-99 del D.P.R. n. 3 del 1957, già
richiamati, in virtù dell’esplicito rinvio operato dall’articolo 506 del decreto
legislativo n. 297 del 1994, nonché dalla legislazione successiva applicabile a tutti i
pubblici dipendenti, tuttora vigente e di cui si è fatto cenno sopra.
Da tale impianto emergevano due tipi di intervento cautelare: la sospensione
obbligatoria e quella facoltativa.
La sospensione obbligatoria operava quando:
- era stata disposta dall’autorità giudiziaria procedente una misura cautelare
restrittiva della libertà personale (art. 91, comma 1, seconda parte, D.P.R. n.
3/57, citato);
- il dipendente, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n.
97, era stato condannato anche con sentenza non definitiva, e, ancorché in
costanza di sospensione condizionale della pena, per reati tassativamente
indicati: peculato, concussione, corruzione per atto contrario ai doveri
d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e corruzione di persona incaricata di
pubblico servizio.
In presenza di queste fattispecie l’adozione del provvedimento cautelare era del
tutto svincolata da qualsiasi valutazione dell’Amministrazione che doveva pertanto
disporla ricorrendo circostanze obbiettive poste dalla norma. La Corte
costituzionale, con sentenza 22 aprile-3maggio 2002, n. 145 (Gazz. Uff. 8 maggio
2002, n. 18 – Prima serie speciale), dichiarava, tra l’altro, l’illegittimità del suddetto
comma, nei sensi di cui in motivazione, nella parte in cui disponeva che la
sospensione perdeva efficacia decorso il periodo di tempo pari a quello della
prescrizione del reato.
Sempre con riferimento alle ipotesi di sospensione cautelare obbligatoria giova,
altresì, evidenziare che ai sensi del comma 5, dell’articolo 506, sopra richiamato, la
sospensione cautelare doveva essere disposta d’ufficio quando ricorreva uno dei
casi ostativi alla candidatura presso organi elettivi delle regioni e degli enti locali,
tassativamente contemplati dall’articolo 1, comma 1, della legge 18 gennaio 1992, n.
16. A seguito dell’abrogazione di quest’ultima disposizione da parte dell’articolo
274 del D.Lgsl. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali), in forza della norma finale dettata dal successivo articolo 275, il richiamo
deve oggi intendersi riferito alle sole ipotesi individuate dall’articolo 15 del
medesimo decreto legislativo.
La sospensione cautelare era invece facoltativa in due casi:
- quando il dipendente era sottoposto ad un procedimento penale per un reato
particolarmente grave (art. 91, comma 1, prima parte, D.P.R. n. 3/57, citato);
- quando ricorrevano gravi motivi, indipendentemente dalla loro rilevanza
penale, «anche prima che sia esaurito o iniziato il procedimento disciplinare» (art.
Regime giuridico ante
riforma
 
92, comma 1,D.P.R. n. 3/57, cit.). La valutazione in ordine alla gravità dei
motivi era rimessa al prudente apprezzamento dell’organo competente ad
adottare il provvedimento.
In entrambe le suddette ipotesi di sospensione facoltativa, doveva essere compiuto
un apprezzamento in merito all’interesse pubblico concretamente configurabile ed
alla valutazione se esso fosse tale da richiedere l’allontanamento provvisorio del
dipendente dal servizio. Diveniva rilevante, in particolare, sia la particolare gravità
del reato, sia l’opportunità di adottare il relativo provvedimento con riguardo ai
precedenti ed alla personalità del dipendente, ed all’interesse dei fruitori del
servizio scolastico e dell’Amministrazione stessa.
Doveva comunque essere effettuata una tempestiva e rigorosa valutazione nei
seguenti casi:
a) nei confronti di chi era imputato di reati (609 bis - violenza sessuale - e
seguenti del codice penale) in danno di minori affidati;
b) quando la gravità dei reati contestati tendeva ad inficiare quel rapporto di
fiducia intercorrente tra il dipendente e l’Amministrazione, tanto da non
consentire la prosecuzione di un corretto rapporto di lavoro;
c) quando i fatti contestati apparivano in evidente, palese contrasto con la
funzione (dirigenziale, docente o amministrativa) istituzionalmente espletata
o non conformi, in maniera grave, ai doveri specifici inerenti alla funzione
stessa.
L’interesse del docente rimesso in libertà ad essere reintegrato nel posto di lavoro,
pertanto, doveva essere comparato con l’eventuale pregiudizio che tale reintegro
poteva arrecare alla regolarità del servizio ed al prestigio della scuola.
Il comma 4 del art. 506 del decreto legislativo n. 297 del 1994, citato, prevedeva poi
una norma di chiusura volta a regolamentare quelle ipotesi residuali in cui la
necessità del provvedimento cautelare derivasse da «ragioni di particolare urgenza».
Detta norma, in particolare, disponeva che la sospensione cautelare potesse essere
assunta dal direttore didattico o dal preside, sentito il collegio dei docenti per il
personale docente, salvo convalida da parte dell’autorità competente cui il
provvedimento doveva essere immediatamente comunicato. In mancanza di
convalida entro il termine di dieci giorni dall’adozione, il provvedimento di
sospensione si intendeva revocato di diritto.
 
Ricostruzione del
sistema previgente
secondo la Circolare
del Ministro della
pubblica istruzione 19
dicembre 2006, n. 72
 
La circolare ministeriale n. 72 del 19 dicembre 2006, recante le linee di indirizzo
generali per i procedimenti e le sanzioni disciplinari nel comparto scuola, aveva
chiarito che la competenza ad adottare i provvedimenti di sospensione cautelare, sia
obbligatori che facoltativi, spettava al direttore generale dell’Ufficio scolastico
regionale o al dirigente munito di specifica delega.
Nei casi, ricordati sopra, in cui ricorrevano le «ragioni di particolare urgenza», da
valutare con prudente ed attento apprezzamento, la medesima circolare affidava al
dirigente scolastico la competenza ad adottare il provvedimento di sospensione e al
direttore generale regionale quella relativa alla convalida.
 
Innovazioni introdotte
dal decreto legge n.
147 del 2007
 
Relativamente sempre a queste ultime ipotesi, va, infine, richiamato, l’articolo 2,
comma 1, lettera b), del decreto legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito dalla legge
25 ottobre 2007, n. 176, che, innovando rispetto alla precedente disciplina, aveva
previsto che la sospensione cautelare nei confronti del personale docente, fosse
adottata dal dirigente scolastico senza la previa consultazione del collegio dei
docenti. Il relativo provvedimento doveva essere «immediatamente comunicato al
dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale» che entro i successivi dieci giorni
procedeva alla convalida, «pena la revoca di diritto della sospensione» (cfr., il comma 4,
dell’articolo 506, citato, come riformulato dal medesimo decreto legge).
La norma di cui trattasi aveva anche regolato in modo esplicito la possibilità che la
sospensione cautelare in parola riguardasse il dirigente scolastico, affidando il
relativo potere al dirigente generale dell’ufficio scolastico regionale. Analogamente
a quanto accadeva per i docenti, in mancanza di conferma entro il medesimo
termine sopra richiamato, il provvedimento si intendeva revocato di diritto (cfr.,
sempre il comma 4, dell’articolo 506, citato, come riformulato dal medesimo decreto
legge).
 
Articolo 72 del
D.Lgsl. n. 150 del
2009 e conseguenze
negative delle
abrogazioni disposte
 
Su tale impianto normativo, che secondo la ricostruzione ermeneutica effettuata nel
presente paragrafo, avrebbe dovuto disciplinare la materia relativa alla sospensione
cautelare anche dopo la riforma, impatta l’articolo 72 del decreto legislativo n. 150
del 2009, già richiamato. Ed infatti tale disposizione espungendo dall’ordinamento
gli articoli da 502 a 507 del decreto legislativo 297 del 1994, travolge anche l’articolo
506, come riformulato dal decreto legge n. 147 del 2007, citato.
Invero, il predetto articolo 72, nell’intento di ricondurre l’esercizio del potere
disciplinare entro regole procedurali uniformi per tutte le amministrazioni, travalica
la sua stessa ratio ispiratrice determinando, di fatto, nella materia di cui trattasi, un
vuoto legislativo e il conseguente venir meno dei riferimenti giuridici specifici sui
quali si basavano gli strumenti cautelari speciali attivabili nei confronti del
personale docente ed educativo, soprattutto con riferimento alle ipotesi di
sospensione determinata da gravi e urgenti motivi.
 
Necessità di colmare
in via interpretativa il
vuoto legislativo con
riferimento al
personale docente
 
Considerato, peraltro, che l’azione disciplinare volta a reprimere le condotte
antidoverose di detto personale è principalmente preordinata alla tutela dei valori
fondamentali che la funzione educativa deve salvaguardare, l’esigenza di
preservare il rapporto fiduciario che si instaura tra l’utente e l’istituzione che eroga
il servizio dell’istruzione, assume tuttora per la comunità scolastica una rilevanza
del tutto peculiare.
Ne discende che, in presenza di comportamenti contrari ai doveri d’ufficio con
carattere di particolare gravità, il suddetto rapporto rischierebbe di incrinarsi
laddove venisse confermata la permanenza in servizio e, dunque, la possibilità di
agire, di colui che di tali addebiti è chiamato a rispondere.
In effetti, proprio al fine di tutelare il “buon andamento” del servizio di istruzione,
ai sensi dell’art. 97 Cost., e quindi di assicurare massima protezione ai beni-interessi
sottesi al regolare e corretto esercizio della funzione educativa, l’ordinamento
previgente aveva riconosciuto in capo all’Amministrazione il potere di adottare,
anche prima che fosse esaurito o iniziato il procedimento disciplinare, specifici
 
provvedimenti di sospensione cautelare dall’esercizio delle funzioni, nel rispetto
delle garanzie che devono essere comunque assicurate all’incolpato.
 
Ricorso ai principi
gius-lavoristici in
assenza di norme
specifiche
 
Alla luce delle considerazioni appena svolte, e in attesa che disposizioni più
specifiche sulla materia siano introdotte in occasione del prossimo rinnovo del
contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale docente, occorre
dunque verificare se all’interno dell’ordinamento giuridico esistano i referenti
normativi che giustificano la permanenza del potere di sospensione cautelare in
capo all’Amministrazione, nonostante l’intervenuta abrogazione dell’articolo 506,
più volte citato.
Al riguardo si deve ritenere che, stante la privatizzazione del lavoro pubblico, tale
potere non sia più condizionato dall’esistenza di una norma ad hoc, ma possa ben
trovare la propria legittimazione giuridica sulla base dei principi gius-lavoristici.
 
Sospensione cautelare
come espressione del
potere direttivo e
organizzativo del
datore di lavoro e
come rifiuto legittimo
della prestazione
lavorativa: articoli
2086 e 1206 del codice
civile
 
Difatti, al di fuori dei casi specificamente previsti dalle norme legislative (si vedano
le ipotesi considerata dalla già richiamata legge 27 marzo 2001, n. 97, applicabile a
tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche) o contrattuali (ad es., l’articolo 97
del CCNL Scuola 2006-2009, per il personale ATA, nonché gli articoli 17 e 18 del
CCNL Area V 2006-2009, per i dirigenti scolastici), la sospensione cautelare va
ritenuta, come nel settore privato, espressione del potere organizzativo e direttivo
dell’Amministrazione datore di lavoro (articolo 2086 del codice civile), che trova il
proprio fondamento costituzionale nel principio di libera iniziativa economica di cui
all’articolo 41 della Carta fondamentale.
Questa ricostruzione emerge con chiarezza negli orientamenti sia della dottrina
civilistica sia della giurisprudenza formatisi nel settore del lavoro privato, che,
argomentando dal combinato disposto degli articoli 41 Cost. e 2086 codice civile,
riconducono il fondamento dell’istituto all’esercizio del potere direttivo del datore
di lavoro e ne ancorano presupposti e limiti all’articolo 1206 del codice civile, che
ammette la mora del creditore (id est, il datore di lavoro) solo nel caso in cui rifiuti la
prestazione lavorativa senza un motivo legittimo, così escludendosi la mora
accipiendi.
E ciò indipendentemente dal fatto che la sospensione cautelare sia espressamente
prevista e disciplinata dalla legge o dalla contrattazione collettiva.
È utile, al riguardo, richiamare le pronunce più significative.
 
Orientamenti
dottrinali e
giurisprudenziali nel
settore privato
 
La Suprema Corte, risolvendo in senso positivo la questione dell’ammissibilità della
sospensione cautelare assunta in difetto di specifiche disposizioni legali o
contrattuali e al di fuori della correlazione con l’azione disciplinare, ha affermato la
legittimità di disporla da parte del datore di lavoro in quanto rientrante
nell’esercizio del potere organizzativo e direttivo riconosciuto dall’articolo 41 Cost.
(si veda, per tutte, Cass. lav. 4 marzo 1998, n. 2361). Ad avviso dei giudici, la ratio di
tale provvedimento risiede in un duplice motivo: «non solo il tempo necessario per
valutare il comportamento in vista di provvedimenti disciplinari, ma anche,
indipendentemente, il riflesso, sull’organizzazione interna e sulla immagine esterna
dell’impresa, del mantenimento in azienda di un lavoratore colpito ad es. da accuse oggetto di
indagine penale. […] Ricondotto il rifiuto della prestazione del lavoratore alla “mora
accipiendi”, esso comporta per il datore di lavoro, se non giustificato o non più giustificato
(come ad es nel caso di esito favorevole al datore di lavoro del procedimento penale che ha
 
motivato la sospensione), l’obbligo di risarcire i danni subiti dal dipendente. L'entità e
tipicità di tali danni (ad es. quelli associati alla dequalificazione professionale) possono
tradursi in una delimitazione dell'estensione del motivo legittimo rispetto a rapporti
obbligatori diversi da quelli di lavoro subordinato, ma non sembra dubbio che la
sottoposizione del dipendente a procedimento penale possa costituire, in funzione del tipo di
addebito, un legittimo motivo di interruzione dell'esecuzione del rapporto indipendente dalle
determinazioni (esclusione della rilevanza disciplinare dei fatti addebitati, instaurazione di
procedimento disciplinare, attesa dell'esito del procedimento penale) adottate dal datore di
lavoro sul piano disciplinare».
Da tali principi ne discende che:
a) la sussistenza di disposizioni ad hoc non è una condizione necessaria per
riconoscere in capo al datore di lavoro pubblico il potere di sospensione
cautelare, dovendosi ricondurre tale potere nel più ampio potere
organizzativo e direttivo a questi riconosciuto ai sensi del combinato
disposto degli articoli 41 Cost. e 2086 codice civile;
b) in assenza delle medesime disposizioni, gli effetti di una sospensione
cautelare che si riveli ingiustificata possono essere regolati dalla normativa
civilistica sul contratto e, specificamente, dall’articolo 1206 del codice civile.
Di conseguenza, l’abrogazione dell’articolo 506 del D.Lgsl. n. 297 del 1994, non
determina l’impossibilità giuridica di sospendere cautelativamente il personale
docente ed educativo, perché i relativi provvedimenti sono espressione del potere
organizzativo e direttivo dell’Amministrazione, costituzionalmente garantito; ma
neppure di definirne presupposti, effetti e limiti, in quanto essi sono rinvenibili
nelle norme generali sul contratto.
Con riferimento ai presupposti sostanziali in presenza dei quali è ammesso
l’esercizio del potere cautelare in esame, si è detto che l’articolo 1206 c.c. ammette il
rifiuto della prestazione lavorativa da parte del datore di lavoro solo in presenza di
un motivo legittimo.
 
Presupposti e limiti
della sospensione
cautelare del
personale docente
 
Nei confronti del personale docente ed educativo, sono suscettibili di integrare tale
presupposto:
- le esigenze cautelari connesse con un procedimento penale in corso e/o con
un procedimento disciplinare attivato oppure di imminente attivazione;
- il rilievo dell’interesse pubblico garantito attraverso il provvedimento di
sospensione. Si tratta di valutare, pur con l’incertezza circa l’esito
dell’accertamento penale o della vicenda, in relazione al tipo di reato e al
tipo di soggetto passivo (ad esempio, la violenza sessuale nei confronti di
alunni), il grave pregiudizio e turbamento provocato (per gli alunni), nonché
i riflessi negativi che la permanenza del docente in servizio può causare alla
serenità dell’ambiente scolastico.
Questa impostazione trova un supporto interpretativo nella lettera del primo
comma dell’articolo 55-ter del D.Lgsl. n. 165 del 2001, come novellato dal D.Lgsl. n.
150 del 2009, che, come già visto nel paragrafo C, consente la sospensione del
procedimento disciplinare concomitante con il procedimento penale, solo in
 
relazione alle infrazioni di maggiore gravità, facendo salva, in tali casi, la facoltà di
sospendere o di adottare altri strumenti cautelari nei confronti del dipendente.
Si deve, dunque, ritenere che il legislatore abbia voluto ricollegare l’esercizio del
potere cautelare al ricorrere di uno dei presupposti che legittimano la sospensione
del procedimento disciplinare:
- la gravità dell’infrazione commessa, tale da giustificare astrattamente e con
valutazione ex ante il licenziamento del dipendente;
- la contestuale pendenza di un procedimento penale;
- la particolare complessità dell’accertamento del fatto addebitato al
dipendente;
- la non sufficienza degli esiti dell’istruttoria disciplinare a motivare
l’irrogazione della sanzione.
 
Necessità di motivare
in ordine ai pregiudizi
che deriverebbero
dalla permanenza in
servizio del docente
 
La ricorrenza di tali presupposti costituisce la condizione necessaria ma non
sufficiente a integrare il motivo legittimo di cui all’articolo 1206 codice civile, citato,
perché l’Amministrazione sarà comunque tenuta a dar conto, nella motivazione del
provvedimento cautelare, anche di tutti gli elementi di pregiudizio che derivano
dalla permanenza in servizio del docente.
In coerenza con le considerazioni appena svolte, che trovano un valido ancoraggio
giuridico nelle indicazioni ricavabili dal citato articolo 55-ter del decreto legislativo
n. 165 del 2001, si deve ritenere non consentito, contrariamente a quanto affermato
dalla giurisprudenza di legittimità per il settore privato (si veda più sopra), il ricorso
alla sospensione o alle altre misure cautelari prima e a prescindere dall’attivazione
di un procedimento disciplinare o dalla pendenza di un procedimento penale a
carico del docente.
 
Effetti economici:
applicazione
analogica
dell’articolo 500 del
D.Lgsl. n. 297 del
1994
 
Per quanto riguarda gli effetti della sospensione cautelare dal servizio sulla
retribuzione, l’intervenuta abrogazione, oltre che dell’articolo 506, dell’articolo 507
del D.Lgsl. n. 297 del 1994, che rinviava alle disposizioni contenute negli articoli 82 e
92 del D.P.R. n. 3 del 1957, determina la necessità di ricorrere all’applicazione
analogica della norma, non abrogata dalla riforma, che disciplina le ricadute
economiche della sospensione dall’insegnamento, quale sanzione disciplinare.
L’articolo 500 del D.Lgsl. n. 297 del 1994, sotto la rubrica “Assegno alimentare”,
dispone al riguardo che «nel periodo di sospensione dall’ufficio è concesso un assegno
alimentare pari alla metà dello stipendio, oltre agli assegni per carichi di famiglia». La
concessione di tale assegno è disposta «dalla stessa autorità competente ad infliggere la
sanzione».
Si deve, infatti, ritenere che la ratio che ha indotto il legislatore a disciplinare gli
effetti economici della sospensione disciplinare dal servizio lo avrebbe senz’altro
portato a regolare nello stesso modo gli effetti economici della sospensione
cautelare dal servizio sicché l’applicazione analogica del citato art. 500 trova solida
giustificazione. In entrambi i casi si tratta, invero, di contemperare l’interesse del
datore di lavoro (alla reazione disciplinare in un caso ed alle regioni cautelari
nell’altro caso) con l’interesse del lavoratore a disporre comunque di una fonte
economica di sostentamento (art. 36 Cost.).
 
Termine di durata
massima
 
Con riferimento alla durata della sospensione cautelare essa va commisurata alla
permanenza delle ragioni che l’hanno resa necessaria. Pertanto, si deve ritenere che i
relativi effetti cessino con la definizione del procedimento penale e/o disciplinare
dai quali sia originata. Tuttavia, rimane fermo il limite di durata massima previsto
dall’articolo 9 della legge 7 febbraio 1990, n. 19, il quale dispone che «quando vi sia
stata sospensione cautelare dal servizio a causa del procedimento penale, la stessa conserva
efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore ad anni cinque.
Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto». Non è quindi
necessario che nell’atto con cui si dispone la sospensione cautelare sia indicata tale
durata massima, poiché la cessazione degli effetti opererebbe comunque
automaticamente.
 
Direttore generale
dell’USR titolare del
potere di sospensione
cautelare
 
In coerenza con la ricostruzione ermeneutica sin qui delineata e tenuto conto, in
particolare, che la sospensione cautelare di cui trattasi, come già chiarito sopra, può
essere disposta solo in presenza di determinati presupposti che, in linea di massima
e fatto salvo l’esito del procedimento disciplinare o penale, coincidono con una
situazione di gravità tale da giustificare astrattamente e con valutazione ex ante il
licenziamento del docente (destituzione), si ritiene che titolare del relativo potere sia
il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.
 
Sospensione cautelare
provvisoria disposta
dal dirigente
scolastico nei casi di
urgenza
 
Si deve, tuttavia, considerare che nei casi di particolare gravità la distanza di
quest’ultimo organo dal contesto in cui i fatti rilevanti si sono verificati, pregiudichi
il carattere d’urgenza connaturato allo strumento cautelare, impedendo in concreto
la possibilità di un allontanamento immediato del docente dalla propria sede di
servizio finalizzato a ripristinare il clima di serenità. In tali ipotesi, proprio la
necessità di assicurare massima protezione ai beni-interessi sottesi al regolare e
corretto esercizio della funzione educativa, richiede che la sospensione cautelare sia
provvisoriamente disposta dal dirigente scolastico nell’esercizio dei poteri datoriali
riconosciuti dal più volte citato articolo 2086 del codice civile.
 
Convalida o revoca
del provvedimento
d’urgenza
 
Il provvedimento provvisoriamente adottato perde automaticamente efficacia se
entro i successivi dieci giorni il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale,
organo titolare in via definitiva del potere, non ha provveduto alla sua convalida o
lo ha revocato.
 
Obbligo di
motivazione
 
Il dirigente scolastico deve chiaramente esplicitare, nella motivazione del
provvedimento, la gravità dell’infrazione commessa, le ragioni di particolare
urgenza che giustificano la sospensione cautelare, la natura provvisoria di
quest’ultima e il termine entro cui la stessa dovrà essere necessariamente
convalidata o revocata dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.
 
Effetti della mancata
convalida o revoca del
provvedimento
d’urgenza
 
Nel caso di mancata convalida o revoca da parte del direttore generale dell’Ufficio
scolastico regionale del provvedimento d’urgenza adottato dal dirigente scolastico,
l’insegnante sospeso è immediatamente reintegrato in servizio con il riconoscimento
del trattamento economico integrale e salve le azioni a tutela dei diritti
eventualmente lesi previste dalle disposizioni di legge vigenti.
 
Personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.
 
Disciplina
contrattuale
 
Per il personale ATA, la norma cui si deve fare riferimento permane l’articolo 97 del
vigente C.C.N.L., Comparto scuola, 2006/2009, che non risulta inciso dalla riforma
del 2009. La richiamata norma contrattuale disciplina i presupposti e i limiti della
sospensione cautelare, obbligatoria e facoltativa, in corso di procedimento penale,
regolando altresì gli effetti del provvedimento sulla retribuzione del dipendente.
La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione opera d’ufficio
quando il lavoratore è sottoposto a misura restrittiva della libertà personale o a
procedimento penale per i reati indicati dall'art. 58 del D.Lgs. n. 267 del 2000.
Fuori da questi casi, l’Amministrazione può facoltativamente disporla quando il
dipendente sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di
lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l'applicazione della
sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell'art. 95, commi 8 e 9 del CCNL
vigente.
 
Nel caso dei reati previsti all'art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001, in
alternativa alla sospensione di cui al presente articolo, possono essere applicate le
misure previste dallo stesso art. 3. Per i medesimi reati, qualora intervenga
condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la sospensione condizionale
della pena, si applica l'art. 4, comma 1, della citata legge 97 del 2001.
Ai sensi del comma 7, del citato articolo 97, al dipendente sospeso deve essere
corrisposta un'indennità pari al 50% della retribuzione fondamentale, nonché gli
assegni del nucleo familiare, ove spettanti.
 
Organo titolare del
potere di sospensione:
rinvio
 
Per quanto riguarda la competenza ad adottare i relativi provvedimenti si rinvia a
quanto detto sopra a proposito del personale docente.
 
Personale con qualifica dirigenziale.
 
Disciplina
contrattuale
 
Per i dirigenti scolastici presupposti, limiti ed effetti retributivi della sospensione
cautelare in pendenza di procedimento disciplinare e penale sono disciplinati,
rispettivamente, dagli articoli 17 e 18 del C.C.N.L. 2006/2009.
A norma dell’articolo 17 l’Amministrazione, qualora ritenga necessario espletare
ulteriori accertamenti su fatti addebitati al dirigente, in concomitanza con la
contestazione e previa puntuale informazione al dirigente, può disporne, con
espressa motivazione, la sospensione cautelare dal lavoro, per un periodo non
superiore a trenta giorni, con la corresponsione del trattamento economico
complessivo in godimento.
Dalla disposizione contrattuale in esame si ricava che la sospensione cautelare del
dirigente:
 
- è ammessa solo in concomitanza di un procedimento disciplinare,
escludendosi la possibilità che sia disposta dall’Amministrazione
anteriormente alla sua attivazione;
- è condizionata dalla necessità di espletare ulteriori approfondimenti
istruttori sui fatti addebitati al dirigente;
- è soggetta a un limite temporale ristretto perché non può durare oltre trenta
giorni;
- non incide sulla retribuzione perché deve essere garantito il trattamento
economico complessivo in godimento.
L’articolo 18, invece, disciplina le ipotesi di sospensione cautelare obbligatoria e
facoltativa del dirigente scolastico in caso di procedimento penale. Senza entrare nel
dettaglio delle disposizioni ivi contenute, alle quali si rinvia, è utile evidenziare che
nelle fattispecie individuate dalla norma l’esercizio del potere cautelare comporta
per il dirigente scolastico, oltre alla sospensione dal servizio e dall’incarico, la
privazione della retribuzione, con conseguente corresponsione di un indennità
alimentare pari al 50% dello stipendio tabellare, della retribuzione individuale di
anzianità o del maturato economico annuo, ove spettante, nonché degli assegni
familiari, qualora ne abbia titolo.
 
Organo titolare del
potere di sospensione
 
La competenza ad adottare il provvedimento cautelare nei confronti dei dirigenti
scolastici spetta al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.
 
˜
 
Le indicazioni applicative che precedono, basate su una ricostruzione complessa
dell’istituto in esame, consentono di colmare le incertezze interpretative create
dall’abrogazione dell’articolo 506, del decreto legislativo n. 297 del 1994 e di
recuperare, con riguardo alla funzione educativa, profili rilevanti di coerenza
sistematica.
 
Trasferimento
d‘ufficio per
incompatibilità
ambientale:
sospensione cautelare
nei casi di urgenza
ex art. 468 del
D.Lgsl. 297/1994
 
E’ utile richiamare l’attenzione sul fatto che, fuori dall’ambito disciplinare, continua
a sussistere, in quanto salvato dalle abrogazioni disposte dalla riforma, il potere di
sospensione del dipendente disciplinato dall’articolo 468 del suddetto decreto
legislativo, le cui disposizioni, nel regolare le fattispecie nelle quali si da luogo ai
trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale, prevedono espressamente la
possibilità di adottare, nei confronti del dirigente scolastico e del personale docente,
misure cautelari urgenti anche in corso d'anno scolastico.
Tali misure, infatti, prescindono dalla rilevanza disciplinare dei comportamenti e
sono finalizzate alla garanzia della regolarità e continuità dell’azione amministrativa
e del servizio erogato e alla tutela del prestigio, del decoro e del corretto
funzionamento dell’istituzione scolastica.
 
Organo titolare del
potere di sospensione
 
La sospensione è disposta dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, se
trattasi di personale docente ed educativo, o da parte del dirigente preposto
all'ufficio scolastico regionale, se trattasi di dirigente scolastico.
 
Convalida
 
Il provvedimento deve essere immediatamente comunicato per la convalida al
dirigente dell'ufficio scolastico regionale, se disposto nei confronti di personale
docente ed educativo, ovvero al capo del competente dipartimento del Ministero, se
riguarda dirigenti scolastici. In mancanza di convalida, e in ogni caso in mancanza
di presentazione della richiesta di parere dell'organo collegiale competente, nel
termine di dieci giorni dall'adozione, il provvedimento di sospensione è revocato di
diritto.
 
Casi di particolare
urgenza
 
Qualora le ragioni d'urgenza di cui al comma 1, dell’articolo 468, di cui trattasi,
siano dovute alla «sussistenza di gravi e comprovati fattori di turbamento dell'ambiente
scolastico e di pregiudizio del rapporto tra l'istituzione scolastica e le famiglie degli alunni,
conseguenti a specifici comportamenti di uno o più docenti, lesivi della dignità delle persone
che operano nell'ambito scolastico, degli studenti e dell'istituzione scolastica, tali da risultare
incompatibili con la funzione educativa», il dirigente scolastico, nella garanzia del
rispetto dei princìpi costituzionali e del principio di parità di trattamento di cui
all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, attuativo della
direttiva 2000/78/CE, può adottare il provvedimento di sospensione senza sentire
il collegio dei docenti.
Nel caso in cui i fatti richiamati dalla disposizione in esame siano riferibili a
comportamenti di dirigenti scolastici, il provvedimento di sospensione è adottato
dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale e la convalida è operata, entro
il termine di dieci giorni, dal capo del competente dipartimento del Ministero.
 
Diritto di difesa
 
Nelle ipotesi considerate, è assicurato al docente o dirigente scolastico interessati il
diritto al contraddittorio attraverso memorie difensive che devono essere prodotte
all'organo competente a disporre la convalida, entro il termine di cinque giorni
dall'adozione del provvedimento di sospensione. In mancanza di convalida, il
medesimo provvedimento è revocato di diritto
 
˜
 
Ispettorato per la
Funzione Pubblica:
controlli sui
procedimenti
disciplinari
 
A conclusione della presente circolare, si richiama l’attenzione delle SS.LL. sulle
novità riguardanti la disciplina dei controlli. L’articolo 71 del decreto legislativo n.
150 del 2009, integrando quanto già previsto in materia dall’articolo 60 del decreto
legislativo n. 165 del 2001, amplia i poteri ispettivi del Dipartimento della Funzione
Pubblica attraverso la creazione dell’Ispettorato per la Funzione Pubblica. Tale
struttura, che può avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza, assume
compiti di vigilanza e poteri di verifica, fra l’altro, anche sull’esercizio dei poteri
disciplinari da parte degli organi dell’Amministrazione a ciò preposti.
 
Firmato IL CAPO DIPARTIMENTO
Giuseppe COSENTINO
Ispettorato per la
Funzione Pubblica:
controlli sui
procedimenti
disciplinari
Convalida
Casi di particolare
urgenza
Diritto di difesa



Allegati o Link utili:

Vai alle news che riportano i relativi allegati alla C.M. n.88 del 8/11/2010:

- Allegato 1 Procedimento disciplinare per tutto il personale scolastico ai sensi del D.Lgs. 150/2009

- Allegato 2 Nuove norme in materia disciplinare Personale ATA: infrazioni, sanzioni disciplinari e sospensione cautelare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n. 150

- Allegato 3 Nuove norme in materia disciplinare Personale docente: infrazioni, sanzioni e sospensione cautelare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n. 150 

- Allegato 4 Nuove norme in materia disciplinare Dirigenti scolastici: infrazioni, sanzioni e sospensione cautelare di cui al decreto legislativo 27/10/09, n. 150

Altri link utili:

DM n. 206 del 18 dicembre 2009 (Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Assenze dal servizio dei pubblici dipendenti Responsabilità e sanzioni - Presidenza del Consiglio dei Ministri Circolare n. 5 2/5/2010

Orario visite fiscali, malattia - fasce reperibilità insegnanti e ATA, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 20 gennaio il DM n.206 del 18/12/09

Circolare_N5_del_28_04_2010_Art.55_DLgs_165_2001 (Circolare in originale della Presidenza del Consiglio dei Ministri)


Fonti: MIUR

Data originaria pubblicazione: 9/3/11 h 06:00:00





Spiacente, non sono disponibili i commenti per questo articolo.
(N.B.: se qualcuno volesse dare un parere o intervenire nel merito dell'articolo può farlo tramite la sezione `Scrivimi` inviandolo a Webprof. Grazie.)
 




Ricerca
Ricerca:
· Cerca altri articoli nello stesso argomento: Normativa Scolastica
· Cerca altri articoli dello stesso autore: Webhome

Number One
Articolo più letto relativo a Normativa Scolastica:
Orario visite fiscali, malattia - fasce reperibilità insegnanti e ATA, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 20 gennaio il DM n.206 del 18/12/09


OPZIONI:
 Invia Articolo a un Amico  Invia Articolo a un Amico

Mi spiace ma queste altre opzioni sono disponibili solo per i membri (quindi registrati) della WebCommunityLab:

  Solo Membri WebCommunityLab: registrati!

facebook

diggita

blink it

segnalo

tag on del.icio.us

furl it

search technorati

Wi Live

Save to YahooMyWeb

reddit this

oknotizie

digg this




 

Avviso ai visitatori

Avviso importante per i visitatori

Tutti i servizi e le notizie offerti da profscaglione.it sono rigorosamente a carattere gratuito: nonostante la cura profusa dallo Staff sono possibili refusi ed errori di diversa natura; tali servizi vengono offerti così come sono e non si fornisce alcuna garanza sulla continuità degli stessi, che possono sempre essere sospesi od interrotti in qualsiasi momento.

Si tenga inoltre presente che la WebCommunityLab di profscaglione.it è un sito in parte frutto di attività didattica che, per la sua particolare natura, richiede a volte la pubblicazione di materiale non sempre corretto, sull'affidabilita` del quale non si fornisce alcuna garanzia.

Buona navigazione 



* Cerca Globale Sito *

block-cerca_centrale_rid





Con Sistema avanzato di Filtri per le singole Sezioni
e la possibilità (come su Google) di cercare due-tre termini ben precisi mettendoli tra le " " (virgolette: il sistema troverà tutti i documenti in cui le parole tra le virgolette compaiono tutte in quel preciso ordine).


Cerca nelle Notizie / News sulla Scuola

Cerca News Scuola
Notizie sulla Scuola


Cerca nei Forums

Cerca nei Forums
Forums Community


Cerca nelle News della WebCommunityLab

Cerca News WebCommunityLab
News della WebCommunityLab


Cerca in:
Enciclopedia Alimentazione


Cerca nella Enciclopedia Scienza degli Alimenti e Biologia
Enciclopedia Alimentazione


Cerca in:
Enciclopedia Cucina, Enologia
Salabar


Cerca nella Enciclopedia Tecnica dei Servizi, Pratica di Cucina, Enologia
Enciclopedia Tecnica dei Servizi,
Pratica di Cucina, Enologia


Cerca nella Sezione Ricette

Cerca nelle Ricette
Ricette Community


Cerca nella Sezione Alimenti

Cerca neigli Alimenti
Alimenti Community




Selezione News Scuola by profScaglione.it

» 16-10 - Referendum green pass, Sceusa: "Fare presto a firmare per la difesa delle libertà"
N/A

» Green Pass, a scuola niente più sanzioni per i docenti che ne sono sprovvisti, restano quelle per i presidi che non fanno i controlli

Rimane anche la sospensione dal servizio e dallo stipendio per insegnanti e per personale Ata che non si vaccinano e non si sottopongono al tampone per recarsi al lavoro


» Obbligo formativo sull'inclusione scolastica, il Ministero proroga i termini: un primo risultato della nostra iniziativa
A seguito della sentenza del TAR che annulla le nuove procedure per la compilazione del PEI e delle nostre pressioni...

» Pensionamenti scuola: indicazioni dell'INPS sui tempi di lavorazione delle pratiche
Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio per il personale docente, educativo e ATA è fissato...

» Nota 32063 del 15 ottobre 2021 - Rinvio formazione in servizio docenti corsi inclusione alunni con disabilità (DM 188/21)
Nota 32063 del 15 ottobre 2021 - Rinvio formazione in servizio docenti corsi inclusione alunni con disabilità (DM 188/21)





Ricerca in `Selezione News` by profScaglione.it

SCUOLA (0)
(notizie dal mondo della scuola)
SCUOLA/Lombardia (13)
SCUOLA/Nazionale (5)
SCUOLA/Riforma Superiori (3)
SCUOLA/Bergamo (7)

QUOTIDIANI (0)
(news dai principali quotidiani italiani)
Gazzetta dello Sport (11)
La Repubblica (12)
Corriere della Sera (15)

ALIMENT.NE-SALUTE (0)
Tutte le News inerenti l`alimentazione, la nutrizione e le patologie correlate all`alimentazione
Alim.ne-Salute/Varie (10)
Ministero della Salute (11)

Ci sono 3 categorie principali, 9 sotto-categorie e 464855  news.
Puoi effettuare una ricerca tra le news:
Cerca:




Benvenuto!  Ciao!

Benvenuto nel nostro Sistema di Ricerca.
Qua puoi cercare all'interno della WebCommunityLab di profScaglione.it utilizzando tutta la potenza di Google.
Scrivi una o più parole nel box di ricerca qua sotto e ti appariranno i risultati.

Ricerca personalizzata

Cerca nel Web:Cerca nel Web con Google




Progetti profscaglione.it

Nome Progetto Rapporti Lavori Status Progressione
Ambienti della WebCommunityLab 1 0 6. Testing 95% terminato95% terminato
Enciclopedia di Scienza degli Alimenti e Biologia 1 0 2. Avvio 10% terminato10% terminato





 




Questo portale non è una testata giornalistica, è una pubblicazione aperiodica e non può quindi essere considerato
un prodotto editoriale ai sensi della Legge 7/3/01, n. 62.
Tutti i loghi e i marchi sono dei rispettivi proprietari. I commenti sono di chi li posta.
Tutti i materiali provenienti da http://it.wikipedia.org sono sotto licenza Creative Commons; tutto il resto: licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)
La responsabilità  degli scritti (articoli, messaggi, interventi sui forum, ...) è dei relativi autori: al riguardo profscaglione.it declina ogni responsabilità.



Webmaster and Administrator: prof. Flavio Scaglione.

Generazione pagina: 6.070 secondi (260)




Toolbar orizzontale Ambineti WebCommunityLab di profScaglione.it al fondo delle pagine